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L’Innovazione nelle PMI italiane: tre regioni a confronto

Lombardia, Veneto e Puglia analizzate dall'Osservatorio ICT & PMI della School of Management del Politecnico di Milano. Il mercato IT più vasto è quello della Lombardia, pari a 3.100 milioni di euro. In Veneto la spesa complessiva ammonta a 1.100 milioni di eur mentre il mercato IT della Puglia è pari a 320 milioni di euro.

Autore: Redazione ImpresaCity

Nella cornice di Smau Business edzione "Padova" l'Osservatorio ICT & PMI della School of Management del Politecnico di Milano  presenta i risultati delle ricerche sul livello di adozione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione da parte delle piccole e medie imprese in Veneto, Lombardia e Puglia.
I dati sono stati raccolti nel corso del 2008 e hanno coinvolto circa 1.500 aziende. Obiettivo delle ricerche quello di analizzare il livello di maturità infrastrutturale, applicativa e ICT delle imprese venete, lombarde e pugliesi (con dai 10 ai 500 dipendenti), analizzare l'utilizzo delle ICT e stimare la dimensione del mercato IT, relativo, cioè, all'acquisto di hardware, software eservizi IT, da parte delle imprese con meno di 500 addetti.
Il mercato IT più vasto è quello della Lombardia, pari a 3.100 milioni di euro, coerentemente con la maggior dimensione relativa del tessuto economico-produttivo della regione e di una spesa media per addetto pari a 1.100 euro. In Veneto la spesa complessiva ammonta a 1.100 milioni di euro a fronte di una spesa media per addetto di 880 euro. Infine il mercato IT della Puglia è pari a 320 milioni di euro con una spesa media per addetto inferiore a quella delle altre regioni, pari a 460 euro.
Sia in Lombardia che in Veneto, l'acquisto di licenze software - relative a tutte le applicazioni pacchettizzate utilizzate nelle imprese - e di servizi IT, che possono essere relativi all'infrastrutturaIT dell'impresa o al parco applicativo, costituisce la parte più rilevante della spesa IT sostenuta dalle imprese. Al contrario, in Puglia, oltre la metà del mercato IT è relativo all'acquisto di dispositivi hardware, coerentemente con i dati relativi alla scomposizione per classe dimensionale, che evidenzia come siano le microimprese, con un numero di addetti inferiore a 10, a rappresentare la fetta più rilevante del mercato IT della regione, mentre in Veneto e in Lombardia le imprese con più di 10 addetti pesano per oltre il 60% del mercato ITcomplessivo.
Dal confronto delle analisi della Maturità ICT delle PMI nelle tre regioni prese in esame  risulta che il Veneto e la Lombardia riportano risultati equiparabili: 2 imprese su 3 sono Lungimiranti o Impostate. Sono  imprese che hanno saputo fare evolvere l'infrastruttura IT e il parco applicativo - denominate Lungimiranti - utilizzando tecnologie e soluzioni allo stato dell'arte o hanno iniziato a razionalizzare l'infrastruttura IT (definite Impostate). 
Luci e ombre per la Puglia: da una parte la percentuale di imprese Lungimiranti che utilizza un'infrastruttura ICT ed un parco applicativo evoluto è in linea con la media delle PMI italiane; dall'altra più del 50% delle PMI della Puglia, in particolare quelle di piccole dimensioni, sono ancora immature dal punto di vista dell'utilizzo di tali tecnologie".
Le imprese "Lungimiranti" dispongono di un parco applicativo evoluto (tendenzialmente costituito da un sistema gestionale integrato e flessibile, "esteso" attraverso l'utilizzo di altre applicazioni quali, ad esempio: applicazioni di Business Intelligence (BI) o di Customer Relationship Management (CRM); applicazioni Extranet rivolte ai clienti business, ai fornitori o ai contoterzisti; applicazioni Intranet rivolte ai dipendenti, che consentono di rendere più efficace l'accesso alle informazioni e ai documenti aziendali; applicazioni Mobile&Wireless, che permettono di supportare attività "in movimento" dei membri dell'organizzazione. Sono aziende che in genere hanno al loro interno una Direzione IT strutturata, che investono in IT di più di altre categorie.
Si tratta di imprese di tutte le dimensioni (con prevalenza di imprese di dimensioni maggiori), in quanto l'elevato livello di Maturità dipende da altri fattori, quali: un elevato livello di sensibilità del board nell'utilizzo di tali tecnologie, la presenza all'interno dell'impresa di un Pivot ICT, una figura innovatrice in grado di svolgere un ruolo di collegamento tra il business, la funzione IT e i fornitori, la presenza di una Direzione IT concompetenze non sono tecnologiche ma anche gestionali e di business.
Guardando ai settori merceologici, non ci sono differenze sostanziali tra le tre regioni; a llivello italiano, i settori in cui risultano maggiormente presenti le imprese "lungimiranti" sono Media, Informatica e Servizi alle imprese, Servizi finanziarie assicurativi, Commercio e, tra i comparti del Manifatturiero, Chimica-Gomma-Plastica eMetalmeccanico-Elettrico. Dall'analisi del parco applicativo delle PMI delle tre regioni, emerge uno scenario complessivamente positivo; ci sono aree di miglioramento in cui occorre agire, soprattutto in Puglia.
Veneto e Lombardia continuano ad essere allineate: rispetto alla media nazionale sono maggiormente diffusi gli ERP internazionali (6% e 7%, rispettivamente in Veneto e in Lombardia,contro il 3% a livello nazionale) a fronte di una minore presenza di imprese con un parco applicativo elementare. In entrambe le regioni, la prevalenza delle applicazioni che vanno a completare le funzionalità dei sistemi gestionali sono più diffuse rispetto alla media delle PMI italiane, a testimonianza del fatto che l'adozione di un sistema gestionale rende più semplice l'estensione del parco applicativo. Per esempio la maggior parte delle imprese con un numero di addetti tra 250 e 500 - il 50% in Veneto e il 60% in Lombardia - utilizza applicazioni di Business intelligence per supportare in particolare le aree marketing e vendite, controllo di gestione, finance e produzione.
Le applicazioni Intranet sono diffuse in circa il 20% delle piccole imprese (10-49 addetti) del Veneto enel 30% di quelle della Lombardia, fino ad arrivare a circa il 60% nelle imprese di dimensioni maggiori di entrambe le regioni, e supportano prevalentemente la gestione documentale e la collaborazione tra i dipendenti, oppure permettono di accedere alle funzionalità del sistema informativo aziendale. Infine le applicazioni Mobile&Wireless più diffuse sono quelle di automazione della forza vendita e di gestione del magazzino, in particolare nei settori Metalmeccanico-Elettrico, Commercio e Trasporti e Logistica, Tessile-Abbigliamento e Legno-Arredo.
In tutte le regioni sono ancora molto diffusi ( in oltre il 20% delle imprese) i sistemi sviluppati ad hoc, caratterizzati da un buon livello di supporto integrato ai processi ma da una scarsa flessibilità.
Oltre alla percentuale di imprese che hanno adottato sistemi gestionali evoluti (ERP internazionali, gestionali verticali e gestionali nazionali) inferiore rispetto alla media nazionale (22% rispetto a29%), la Puglia si distingue dalle regioni del Nord anche per una percentuale inferiore di imprese che hanno scelto di integrare il sistema gestionale attraverso l'utilizzo di applicazioni "evolute" quali, ad esempio, la Business Intelligence, il CRM, le applicazioni Mobile & Wireless, leapplicazioni Intranet ed Extranet, ecc. Ad esempio, solo il 10% delle imprese con un numero di addetti compreso tra 250 e 500 utilizza applicazioni di Business Intelligence, contro una media nazionale superiore al 30%. Nei casi di adozione, si osserva spesso un utilizzo di tali applicazioni confinato ad alcuni ambiti specifici, senza un chiaro progetto di integrazione con il resto del parco applicativo.
A livello di infrastruttura ICT delle PMI delle tre regioni  risulta uno scenario complessivamente positivo rispetto alla media italiana. Un'infrastruttura evoluta (completa e aggiornata), pronta per supportare i cambiamenti, è presente nel 40% delle imprese della Lombardia, nel 17% di quelle del Veneto e nel 16% di quelle della Puglia. La percentuale di infrastrutture "embrionali" (non sono presenti risorse server e limitato numero di servizi erogati) è minima in Lombardia, pari al 3%, mentre è più elevata, sebbene sempre inferiore a quanto rilevato a livello nazionale, e pari al 17% nelle altre due regioni.
Sostanzialmente in linea con la media italiana, invece, la percentuale di imprese che utilizzano un'infrastruttura ICT "in evoluzione" (buon livello di aggiornamento, ma  non ancora del tutto completa e coerente): 40% per le imprese della Lombardia e della Puglia, circa il 50% in Veneto.
In tutte e tre le regioni sembrano avere un peso rilevante le infrastrutture proprietarie, coerentemente con la maggiore diffusione di sistemi sviluppati ad hoc che, nella maggior parte dei casi, si basano su tali infrastrutture.
Pubblicato il: 07/05/2009

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