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Byte sceglie le risorse umane

Diventa sempre più il core business della società, che si focalizza per diventare la nuemro uno in questo mercato

Autore: Cecilia Lombardi

La gestione delle Risorse Umane è il fulcro delle sue attività.  È proprio in quest'ambito che negli anni Byte si è sempre più specializzata. La sua è una gestione delle Risorse Umane a tutto tondo: software e servizi partendo dalle parte amministrativa per arrivare alla gestione del capitale umano, in tutte le sue fasi e sfaccettature. In diversità modalità: attraverso la classica vendita di licenze software, in outsourcing parziale o totale o servendosi dell'emergente modello del Software as a Service (SaasS). Target di riferimento: la grande azienda (da 500 dipendenti in sù), senza trascurare la media e in alcuni casi le piccole aziende, le cosiddette Pmi, per le quali già il nuovo anno potrebbe portare delle novità.
Qualche numero per rendersi conto della valenza sul mercato della società: 2,2 milioni di persone gestite dai sistemi Byte in Italia e Polonia, circa 1.000 clienti (più di 800 in licenza e oltre 180 in Outsourcing e Business Process Outsourcing), un organico di 480 dipendenti in otto sedi e 50 uffici, 56,5 milioni di euro di fatturato registrato nell'esercizio 2006, un'esperienza trentennale nel settore. Nel corso del 2007 la società piemontese ha posto ancora di più l'accento sul tema delle Risorse Umane, cedendo attività non core come la quella della divisione Servizi Titoli a Borsa Italiana la scorsa rimavera.
Anche il nuovo logo esprime la completa focalizzazione societaria: the Hr Company.
Nell'esercizio 2007 sono stati raggiunti circa 45 nuovi clienti (per esempio Terna e Costa Corciere) di cui 25 in modalità di licensing  e 20 con la formula outsourcing/Saas. Riducendo il volume di attività la società vedrà il fatturato 2007 scendere per attestarsi nell'intorno dei 44 milioni di euro. Una scelta precisa che sembra portare già i primi frutti: un fatturato Hr totale pari a 38,7 milioni di euro, cresciuto negli ultimi tre anni del 26%, mentre quello derivante dalle attività outosourcing pesa per 15,1 milioni di euro (con un incremento sul triennio del 53,5%).

[tit:Essere riconosciuta la Numero Uno nelle Hrms]

"Se è vero che la parte puramente di amministrazione del personale diventa sempre più una commodity è anche vero che solo lavorando sulle persone si possono fare dei veri cambiamenti", ha sottolineato il presidente di Byte Roberto Gamerro. Chiave del successo dell'azienda la capacità di combinare l'anima di Indipendent Software Vendor con quella di Business Process Outsourcer con una forte attenzione alla qualità del servizio.
Delineati gli obiettivi di crescita per il prossimo futuro: acquisire nuove quote di mercato nel nostro Paese  per essere riconosciuta come la numebyte-sceglie-le-risorse-umane-1.jpgro uno nelle Hrms, estensione della presenza all'estero, riscrittura dell'offerta in architettura Soa,  e gestione dei processi sia per la fornitura di licenze, sia per l'outsourcing che per il Saas. Ed è proprio su quest'ultima modalità di utilizzo del software, che prevede la fornitura degli strumenti software e hardware installati presso la propria server farm (a Torino su cui di recente la società ha investito oltre un milione di euro per adeguare l'infrastruttura fisica) su cui l'azienda sta puntando molto, in quanto consente di erogare strumenti di gestione evoluti con un limitato impatto tecnologico ed economico sul cliente.
Pubblicato il: 10/12/2007

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