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Dove sono memorizzati i dati delle imprese?

Un'indagine di Tns Infratest dimostra come molte imprese europee non abbiano un controllo attento sui passaggi delle informazioni soprattutto su dispositivi mobili.

Autore: Redazione Impresa City

Le aziende non hanno un quadro chiaro sulla distribuzione dei dati memorizzati nelle proprie reti. Se può essere considerata soddisfacente il controllo sulle informazioni conservate all’interno dell’impresa e possono così essere valutati facilmente i rischi, non altrettanto precisa è l’idea del percorso che seguono i dati che i dipendenti memorizzano sui propri terminali mobili.
A rivelarlo è una recente indagine di Kaspersky Lab, che sottolinea come la proliferazione di dispositivi personali utilizzati anche nei contesti aziendali pone problemi inediti sulla visibilità della circolazione delle informazioni critiche.
L’indagine, condotta da Tns Infratest, rivela che le aziende britanniche e spagnole che hanno attuato le regole più complete in materia di protezione dei dati. Nei due paesi, rispettivamente il 57 e il 54% dichiarano di avere una visione completa dell’allocazione dei loro dati. In Svezia questa cifra scende al 19%, mentre l’Italia si colloca in un giusto mezzo. La Spagna è anche il paese con il più basso numero di responsabili It che ammette di non avere alcuna idea su questo soggetto. Nel Nord Europa, soprattutto in Svezia e Danimarca (26 e 22%), c’è invece il numero più alto di It manager che non conosce chiaramente cosa venga memorizzato sui terminali mobili presenti in azienda. Sconsideratezza o alta fiducia nei dipendenti?
In caso di perdita di un dispositivo o di furto, è importante sapere cosa vi era stato memorizzato, per poter mettere in atto le misure più utili per contenere i danni. In chiave preventiva, l’inserimento di cifrature in accesso può essere un provvedimento efficace.
L’indagine è stata condotta su 1762 decision maker informatici in imprese europee con dimensioni da 10 a 400 dipendenti.
Pubblicato il: 17/04/2013

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