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Confesercenti: "Italiani imprenditori per battere la crisi"

Nel II semestre saldo imprese positivo di quasi 21mila unità. Confesercenti: "Governo preveda sgravi per nuove imprese di donne e giovani".

Autore: Redazione ImpresaCity

Diventare imprenditori per battere la crisi. Gli italiani non si danno per vinti e, pur di fronte alla tempesta dei mercati che sta sconvolgendo le economie continentali e a dei costi d'impresa che non hanno eguali in Europa, non rinunciano al proprio spirito di intraprendenza. I nostri connazionali programmano sempre di più il proprio futuro attraverso progetti e percorsi imprenditoriali: nel secondo trimestre del 2012, il saldo fra aperture e chiusure di imprese è positivo per quasi 21mila unità, che portano il numero totale a sfiorare i 6,1 milioni di unità, dopo il forte calo registrato a inizio anno. Il dato potrebbe essere anche migliore e, se si considerano le circa 10.000 aziende attualmente inattive cancellate d'ufficio dal Registro delle Imprese, il saldo positivo salirebbe a 31mila. 
Si registrano, ovviamente, differenze significative all'interno dei diversi settori economici. Continuano a soffrire commercio (-4.807 aziende), turismo (-855) e costruzioni (-117), che però riducono le perdite: nei primi tre mesi dell'anno i tre settori avevano, infatti, segnato, rispettivamente, -19.583, -4.712 e -12.104. Registrano i risultati migliori, invece, la fornitura di energia (+884), le attività professionali (+314) e noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+980).
"Il dinamismo imprenditoriale italiano – commenta Confesercenti - è un patrimonio eccezionale che dobbiamo tutti salvaguardare e stabilizzare, in particolare quando riguarda giovani e donne. Il concetto però vale per tutte le imprese, la cui costante diminuzione del periodo ‘di esistenza in vita' ci deve indurre ad adottare interventi e provvedimenti tesi a prevenire e scongiurare il maggior numero possibili di insuccessi".  
"Per ottenere questo risultato occorre valorizzare il ruolo fondamentale svolto dalle Associazioni di categoria in termini di formazione, informazione e tutoraggio. Ma anche le Istituzioni devono impegnarsi nella tutela della neoimpresa".
La proposta di Confesercenti è di definire un "percorso guidato" per la nascita di nuove attività imprenditoriali, che seguirà l'azienda nel primo biennio di vita. Inoltre, sempre secondo Confesercenti, sarebbe opportuno prevedere, a fronte di un percorso formativo, le seguenti opportunità: - costo formazione da recuperare come credito di imposta
- informatizzazione con obbligo posta certificata da recuperare come credito di imposta.
Poi, per le neonate costituite da giovani e da donne:  
- Livello di tassazione ridotto al 50% per i primi tre anni
- Fondo di garanzia dedicato da attivarsi attraverso convenzioni coi consorzi fidi
- Incentivi per nuova occupazione a tempo indeterminato
Pubblicato il: 31/07/2012

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