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CA Technologies, gestire al meglio le identità digitali

La gestione delle identità e degli accessi non è solo una questione di sicurezza, è un acceleratore di crescita per le imprese sempre più interessate alle vendite online e alla valorizzazione dei social network per interagire con i clienti.

Autore: Lorenza Peschiera

Un approccio tecnologico evoluto alla gestione delle identità e degli accessi è strategico per le imprese perché, oltre ad accrescere la sicurezza aziendale, aiuta  le aziende a crescere e a innovare. Di tutto questo si stanno rendendo conto anche le società italiane, come evidenzia una ricerca realizzata da Quocirca per conto di CA Technologies.
antonio-rizzi-2012.jpgL’indagine, intitolata “Digital Identities and the Open Business”, ha coinvolto 337 dirigenti aziendali e manager informatici di società medio-grandi attivi in Italia, Benelux, Francia, Germania, Penisola Iberica, Israele, Paesi Scandinavi e Regno Unito. “L’identità costituisce il nuovo perimetro dell’azienda”, ha dichiarato Antonio Rizzi, senior director, practice services, Emea Security di CA Technologies. “Questo studio dimostra che la gestione delle identità e degli accessi non è più una semplice questione di sicurezza, ma è un acceleratore di crescita per le imprese italiane. Ora che un numero sempre più elevato di transazioni aziendali si svolge online, i servizi cloud assumono un ruolo centrale e i social media entrano a far parte della nostra quotidianità, le organizzazioni prive di un’efficace strategia di Identity and Access management rischiano di cedere parecchio terreno alla concorrenza. Una strategia Iam evoluta (on premise, on demand, basata su un modello ibrido) può aiutare le aziende italiane a creare nuove fonti di ricavi online, migliorare la customer satisfation e contribuire a stimolare l’innovazione e la crescita del business”.
[tit: Tre fattori cruciali]
Lo studio ha identificato tre motivi principali per cui l’autenticazione e il riconoscimento degli utenti sono sempre più cruciali per il successo delle aziende italiane. Il 36% delle imprese consultate in Italia ha aperto le proprie applicazioni a utenti di aziende clienti, consumer o a entrambi. La prima motivazione, citata dal 72% degli intervistati, è il poter trattare direttamente online con gli utilizzatori esterni. Una piattaforma Iam evoluta, infatti, permette uno svolgimento efficiente delle transazioni e assicura che tutti gli utenti possano accedere agevolmente alle risorse di cui necessitano, senza rinunciare a livelli adeguati d sicurezza e conformità alle regole. Il secondo motivo alla base della crescente importanza dell’autenticazione e del riconoscimento degli utenti tra le aziende italiane sta nella maggior diffusione di servizi cloud, dove lo Iam è considerato un fattore essenziale per l’uso di servizi disponibili as a service. Il 72% delle aziende intervistate si dice ‘molto d’accordo’ o ‘abbastanza d’accordo’ nel considerare lo Iam importante per garantire l’accesso ad applicazioni SaaS e ad altre risorse su cloud. Circa il 91% delle organizzazioni italiane (la percentuale più alta d’Europa) ritiene che ci siano benefici precisi nell’uso di Identity & access management as a service. Il 69% afferma che il modello Iam basato su cloud abbatte i costi di esercizio, il 46% sostiene che lo Iam as a service facilita l’integrazione di utenti esterni e il 38% che semplifica la creazione di nuovi processi di business. Di fronte a una crescente eterogeneità di utenti e fonti di identità, le aziende investono in strumenti Iam che collegano diverse fonti identitarie e un accesso federativi basato su policy, realizzato tramite un modello Single Sign-On (SSO), che garantisce un’applicazione centralizzata e basata su broker delle policy per applicazioni on premise e on demand. Il terzo motivo è costituito dall’utilizzo crescente dei social media come fonte primaria di identità. Dallo studio risulta che i social media sono sempre più usati dalle organizzazioni europee e in particolare da quelle italiane, in una strategia Iam. Il 70% degli Italiani intervistati già usa o ha in progetto di utilizzare social media per l’identificazione e la comunicazione con potenziali clienti.
[tit: Un nuovo concetto, il Byoid]
Negli ultimi tempi si è parlato sempre più spesso di Byod (Bring your own device), ma la tendenza evidenziata dalla ricerca, che potrebbe diventare sempre più diffusa, ha portato alla nascita di un secondo concetto, quello di ‘Bring your own identity” (Byoid), che potrebbe estendersi oltre gli utenti della categoria consumer, per arrivare ai dipendenti aziendali. Con la diffusione del Byoid i dipendenti delle aziende italiane trasferiranno anche la loro identità nel passaggio da un posto di lavoro all’altro, come fanno già in molti con gli smartphone e altri dispositivi mobile. Alcuni sistemi IAMaaS dispongono già di link preconfigurati per molti social network che ne consentono un’agevole integrazione nei processi aziendali, promuovendo ulteriormente la diffusione del Byoid. Anche il potenziale dei social media in ambito aziendale è enorme: il 61% delle organizzazioni italiane, per esempio, usa già i social network per migliorare la fidelizzazione dei clienti, o ha in programma di farlo in futuro.
Lo scopo principale dell’utilizzo dei tool legati ai social media diventerà sempre più, nei prossimi anni, quello di riuscire a conoscere meglio i gusti dei clienti, come dichiara di voler fare il 45% degli intervistati. In ogni caso, l’impiego dei siti di social networking come fonte di identità può essere reso possibile solo da sistemi Iam sufficientemente sofisticati da supportare fonti multiple di identità. Dal punto di vista di CA Technologies, il marketing non può pretendere di convertire automaticamente, senza utilizzare le tecnologie richieste, eventuali utenti di siti social esterni per le proprie applicazioni aziendali, né pensare che gli utenti siano disposti a eseguire diversi login o inserire le stesse informazioni in una serie di questionari diversi. Ogni azienda che si rivelerà incapace di rispondere in modo efficace a queste esigenze rischierà di vedere sfumare grandi opportunità di vendita.
[tit: CA CloudMinder, la risposta concreta di CA Technologies]
Ma come risponde, in concreto, CA Technologies, alle necessità degli utenti sempre più intenzionati a procedere nella direzione annunciata dalla ricerca ? Una risposta è costituita da CA CloudMinder, soluzione di Identity and Access Management (IAM) as a Service. Configurato per supportare le identità sociali e altre applicazioni ‘on-premise’ e cloud come Office 365M, CA CloudMinder può aiutare le aziende a fidelizzare i clienti e incrementare il giro d’affari, contribuendo a snellire la gestione degli utenti e dei rispettivi accessi in modo efficiente ed economico. CA CloudMinder prevede funzionalità di gestione delle identità e degli accessi di livello enterprise all’interno di una soluzione IAM-as-a-Service multi-tenant e scalabile che propone tre importanti tecnologie, da implementare singolarmente o insieme, in un unico servizio IAM integrato.  CA CloudMinder Advanced Authentication impedisce gli accessi non approvati o autorizzati impiegando diverse forme di autenticazione forte per convalidare l’identità dell’utente.  CA CloudMinder Identity Management offre funzioni di provisioning e de-provisioning degli utenti per una vasta gamma di applicazioni on-premise e servizi cloud, oltre a una serie di funzioni di gestione degli utenti. Disponendo della possibilità di operare e sincronizzarsi con altri identity store on premise già esistenti, quali Active Directory o altri directory supportati da LDAP, CA CloudMinder Identity Management impiega le tecnologie esistenti per un deployment più rapido. CA CloudMinder Single Sign-On supporta l’impresa ibrida ed estesa con una federazione affidabile delle identità digitali in un’unica soluzione SSO (Single Sign-On) basata su cloud. Grazie alla tecnologia basata su CA SiteMinder, CA CloudMinder Single Sign-On è scalabile e può controllare gli accessi di milioni di utenti sia dall’interno sia dall’esterno dell’organizzazione.
Pubblicato il: 18/03/2013

Tag: Cloud

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