Nokia Siemens: 580 licenziamenti in Italia

Nokia Siemens: 580 licenziamenti in Italia

Bellavita (Fiom): "Inaccettabile la decisione della multinazionale di porre in esubero la meta' dei suoi dipendenti in Italia. Il Governo convochi urgentemente il tavolo di crisi del settore delle tlc".

di: Redazione ImpresaCity del 08/05/2012 12:20

 
Nokia Siemens ha dato comunicazione alle organizzazioni aziendali che 580 lavoratori  su 1.100 dipendenti del sito di Cassina de' Pecchi (in provincia di Milano) saranno considerati in esubero.
"Sollecitiamo quindi il ministro dello Sviluppo Economico, Passera, a convocare con estrema urgenza il tavolo di settore delle telecomunicazioni, tavolo che dovrà affrontare le situazioni di aziende quali Alcatel Lucent, NSN, Italtel, Jabil, Sirti e altre. Il Governo non può assistere impassibile allo stillicidio quotidiano di notizie relative alla perdita di posti di lavoro, competenze e professionalità, tecnologie. Per la convocazione di questo tavolo non si può attendere un minuto di più perché, altrimenti, il rischio è che si cominci a occuparsi del settore dopo la sua scomparsa dal nostro Paese" ha dichiarato in una nota Fiom-Cgil.
"Stiamo seguendo con la massima attenzione questa situazione da alcuni mesi, sia a livello ministeriale che in ambito locale - spiega l'assessore della regione Lombardia all'Occupazione e Politiche del lavoro Gianni Rossoni-, abbiamo partecipato a diversi incontri nelle scorse settimane e altri ne avevamo messi in calendario fin da lunedì 7 maggio (con Jabil e Nokia Siemens, per affrontare le esigenze stesse delle aziende rispetto al sito di Cassina de' Pecchi). Questa comunicazione è un ulteriore elemento di difficoltà, siamo comunque pronti a intervenire con iniziative immediate a fronte di questi gravissimi annunci"."In ogni caso - prosegue Rossoni - chiediamo all'azienda di verificare se esistano condizioni per rivedere il piano industriale, non procedendo al licenziamento di 580 lavoratori sul sito di Cassina de' Pecchi. Esprimiamo la massima solidarietà ai lavoratori, chiediamo a tutte le parti in causa, sociali e istituzionali, in primo luogo al Governo nazionale, la massima corresponsabilità e il massimo impegno, insieme a Regione Lombardia, nel fare fronte a una situazione di gravità inaudita che, ripeto, auspichiamo venga ridimensionata da scelte diverse da parte del gruppo multinazionale".

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