Ibm, l'italiano è la lingua delle tecnologie semantiche

Ibm, l'italiano è la lingua delle tecnologie semantiche

Ibm e il Polo di Ricerca e Innovazione Trentino hanno annunciato l'apertura di un Centro di Studi Avanzati per le attività di ricerca sulle tecnologie semantiche e le sue applicazioni industriali.

di: Chiara Bernasconi del 27/04/2012 15:30

 
Ibm e il Polo di Ricerca e Innovazione Trentino hanno presentato, in seno agli Ict Days 2012 in programma sulla collina di Povo, i termini della nuova fase di collaborazione che annuncia l'apertura sul territorio di un Centro di Studi Avanzati per le attività di ricerca sulle tecnologie semantiche e le sue applicazioni industriali.
Il rafforzamento della partnership, alla quale contribuiranno il nodo italiano dell'Eit Ict Labs, Trento Rise, Università degli Studi di Trento, Fondazione Bruno Kessler e Cnr - così come i centri Ibm di Haifa e Yorktown - mira a far nascere un centro internazionale per la linguistica computazionale, la rappresentazione della conoscenza e il ragionamento automatico, sviluppando il potenziale espresso da Watson anche per lingue diverse dall'inglese, a partire proprio dalla nostra.
L'Italia è da almeno sessant'anni all'avanguardia nella ricerca sulla Linguistica Computazionale, scienza le cui radici si possono far risalire ai lavori di padre Roberto Busa negli anni '50, così come a quelli di Tullio De Mauro che hanno portato, negli anni '80, allo sviluppo del Vocabolario elettronico della lingua italiana. Un insieme di conoscenze, riconosciute a livello mondiale, cui hanno contribuito anche gli studi promossi dai centri scientifici Ibm di Pisa e Roma e che oggi continua, specialmente a Trento, grazie alla collaborazione - pur con modalità e su tematiche diverse - con ricercatori come Giuseppe Riccardi, Alessandro Moschitti, Bernardo Magnini e Nicola Guarino.
Sulle rive dell'Adige, il nuovo Centro di Studi Avanzati, coordinato da Guido Vetere di Ibm, farà da incubatore per progetti pilota, in ambito nazionale e internazionale, aprendo sia alla cooperazione con istituzioni pubbliche e private sia all'inserimento dei giovani, in sinergia con le attività di formazione – dalle tesi agli stage – dell'ateneo.
Positivi i risultati sinora ottenuti da Ibm e Università degli Studi di Trento. Oltre all'esperienza legata a Watson, vale la pena di menzionare il progetto ‘Senso Comune', dedicato alla costruzione aperta e collaborativa di una base di conoscenza linguistica per l'italiano. A ciò si aggiungono, nel campo della didattica, il ‘Laboratorio Rational' che forma gli ingegneri del software e, in tema di riconoscimenti, i Grant e i PhD Fellowship attribuiti da Ibm Corporation a team di ricerca e dottorandi di Trento.

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