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Fammoni (Cgil) dice no alla bozza dello statuto dei lavoratori

Secondo Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil,la bozza dello Statuto dei Lavoratori ha come unico obiettivo quello di "far saltare il tavolo di confronto tra le parti sociali, introducendo elementi di divisione".

Autore: Redazione ImpresaCity

La bozza dello Statuto dei Lavoratori e la richiesta di un avviso comune tra le parti "ha un unico evidente motivo: tentare di far saltare il tavolo di confronto tra le parti sociali, introducendo elementi di divisione".
Questa l'opinione di Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, in merito al testo inviato oggi dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, con sui intende riformare lo Statuto dei Lavoratori.
Sacconi ha ripreso ieri il percorso dello Statuto, con una lettera e una bozza dello stesso inviata ai segretari generali dei principali sindacati e ai presidenti delle associazioni, con la richiesta di arrivare ad un avviso comune. Ma il testo non è piaciuto alla Cgil.
"Un governo di fatto senza più maggioranza – ha commentato Fammoni - presenta una proposta di cancellazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Perché in una situazione così difficile invece di interventi di tutela, dopo il pessimo collegato lavoro, si presenta una nuova deregolazione al ribasso dei diritti che difficilmente in questa legislatura potrà essere discussa? C'è un unico evidente motivo: tentare di far saltare il tavolo di confronto tra le parti sociali, introducendo elementi di divisione".
Nel merito della bozza inviata alle parti, il segretario rileva: "Nessuna novità rispetto al Libro Verde: si propone una concezione d'impresa svincolata da obblighi sociali e di un lavoro sempre meno considerato come valore e sempre più inteso come mero fattore della produzione. Una scelta sbagliata e perdente - conclude -, come le politiche di questo governo, e che contrasteremo".
Pubblicato il: 12/11/2010

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