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De Benedetti, Google parassita dei contenuti di altri

Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo L'Espresso, ha elogiato Google per i suoi successi, accusando il colosso, però, di vivere alle spalle di chi produce contenuti. I guadagni dalla pubblicità online andrebbero condivisi.

Autore: Andrea Sala

Intervenuto a una convention, Carlo De Benedetti mette a segna un'altra stoccata contro Google e il suo modello di business basato sulla pubblicità online.
Il presidente del Gruppo L'Espresso, ha infatti accusato un'altra volta Google di essere una società "parassita", che vive e prolifica alle spalle degli altri: in questo caso si tratta dei produttori di contenuti, ossia i gruppi editoriali come L'Espresso.
Con questa affermazione De Benedetti non si pone in aperto contrasto con il gigante della websearch, anzi il presidente ha speso parole di lode per Google, parole che dimostrano la grande ammirazione del manager italiano per BigG. Ammirazione che sfocia anche nell'invidia nei confronti di Brin e Page.
Tornando alla questione del "parassitismo", secondo De Benedetti Google deve infatti una larga fetta dei suoi guadagni - se non tutti - ai contenuti che il gigante propone sul web. Contenuti che non sono prodotti da BigG ma dai gruppi editoriali e sui cui il motore poi lucra grazie alla pubblicità: "Google non può vivere da parassita. Il motore di ricerca raccoglie 400 milioni di dollari in pubblicità senza fornire alcun prodotto, veicolando invece i nostri contenuti". 
Ed ecco il nodo della questione: secondo De Benedetti, infatti, Google dovrebbe elaborare un sistema di revenue sharing che premi anche i produttori di contenuti. Un meccanismo simile a quello utilizzato da Apple per gli sviluppatori su App Store.
Ma De Benedetti non si è concentrato solo su Google. Il presidente del Gruppo L'Espresso, infatti, ha "bacchettato" anche gli operatori di tlc: visto che quest'ultimi fanno i soldi sul traffico dovrebbero almeno ringraziare chi quel traffico lo produce, ossia sempre i produttori di contenuti. "Noi, in sostanza, gli diamo il traffico e loro neanche dicono grazie. E dovrebbe essere un grazie sentito", ha detto De Benedetti.
Ma come fare per riparare a queste "ingiustizie"? Il manager italiano crede nelle news gratuite e pensa piuttosto a far pagare gli utenti per commentarle.
De Benedetti ha detto la sua anche sulla banda larga in Italia e sul "nuovo" mercato dei contenuti offerti via tablet Pc e smartphone. Riguardo al primo aspetto, il presidente de L'Espresso ha invocato un investimento per portare l'Italia a livelli di eccellenza: "perché le autostrade dell'informazione sono più importanti di quelle fisiche" e perché Stato e aziende di tlc non sembrano interessati a portare la banda larga nel Belpaese.
Circa il mercato smartphone e tablet, De Benedetti parla dei nuovi device come cruciali per chi produce contenuti ad hoc: per i gruppi editoriali saranno più importanti persino della Tv.
Come esempio, il manager cità l'App per iPad del magazine "L'Espresso": fin ora infatti è stata scaricata da ben 16mila persone. "È vero che era gratis - ha dichiarato De Benedetti - ma anche quando sarà a pagamento, cioè tra poco, il numero sarà significativo".
Pubblicato il: 13/10/2010

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