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Napolitano si auspica un'Europa ancora più unita

L'Europa ha bisogno di un ricambio di leader, in grado di infondere nuova vita in un progetto, quello dell'unificazione europea, che difetta di coraggio e di visione del futuro.

Autore: Redazione ImpresaCity

Napolitano, intervenuto in teleconferenza al The European House - Ambrosetti, ha voluto rispondere ai vaticini negativi espressi da alcuni ambienti economici e politici sul futuro dell'Unione Europea, con particolare riferimento ad un "famoso economista americano che ha definito l'UE vicina a morire".
"Io non vedo un pericolo di morte imminente - ha detto - ma di certo serve una nuova generazione di leader capace di infondere nuova linfa in un progetto che difetta di coraggio e di visione del futuro".
"Non dobbiamo edulcorare la drammaticità delle prove che l'Europa ha affrontato e sta affrontando con la crisi globale, le incognite e le sfide che pesano sullo sviluppo e sul ruolo dell'Europa nel mondo", ha detto durante il suo intervento, "ma questo non significa sottovalutare gli sforzi fatti nel 2010".
Napolitano ha voluto ringraziare esplicitamente il lavoro svolto dalla Banca Centrale Europea e da Jean-Claude Trichet, con una politica economica e valutaria mirante al contenimento dell'inflazione e delle spese pubbliche.
Un apprezzamento anche per quanto la stessa BCE, le istituzioni UE tutte ed il Fondo Monetario hanno fatto durante la crisi greca, in cui "è stato faticoso concordare una linea di condotta, ma ci siamo riusciti, ed il merito va a tutti quanti hanno fatto la loro parte, in particolare la BCE ed il FMI".
Il futuro? "L'agenda è sufficientemente definita, è necessario proseguire sulla strada iniziata, rafforzare il patto di stabilità, consolidare il debito pubblico e degli stati, e allo stesso tempo rilanciare l'economia europea e, di conseguenza, quella mondiale per correggere il sistema che ha dimostrato gravi falle".
Le indicazioni in agenda non mancano, secondo il Presidente della Repubblica: non un appello generico alle riforme, ma l'impegno a rispettare quanto contenuto nel programma 2020 della Commissione Europea, che vincola ogni governo a presentare entro la fine del 2010 un preciso piano nazionale di rientro dei conti pubblici. "Ed anche l'Italia è chiamata a rispettare questo impegno".
A tutto questo si accompagna una precisa politica UE di rilancio industriale ed economico, con il rilancio del mercato interno - "sulla base del rapporto di Mario Monti", ha voluto sottolineare Napolitano.
Basta esitazione ad impegnarsi su strada dell'integrazione: gli squilibri e gli incidenti sono la conseguenza che troppe leadership nazionali hanno resistito ad un effettivo e efficace coordinamento a livello UE, a dare poteri adeguati alle isituzioni comunitarie, a dare risorse considstenti al bilancio dell'Unione.
"O si va su questa direzione, o l'Europa rischia una grossa perdita di ruolo e rilevanza nello scenario mondiale".
In sostanza, è giunto il momento di riconoscere che nessuno stato nazionale europeo, nemmeno i più forti e ricchi di tradizioni storiche e perfino imperiali, i più avanzati economicamente - ed il riferimento a Germania e Regno Unito è più che voluto - potranno contare sulle loro sole forze per il futuro, se non costruendo un'Unione Europea più forte ed integrata.
"Anche i risultati che un paese forte come la Germania sta raggiungendo non bastano e non possono bastare, non si può pensare di risolvere problemi singolarmente allontanandosi dal comune contesto europeo".
Da questo punto di vista, Napolitano ha apprezzato la posizione e l'impegno in tal senso espressi dal neo eletto presidente tedesco, a contrastare ogni tendenza all'isolamento in seno allUE.
Pubblicato il: 04/09/2010

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