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Ibm non soddisfa gli investitori

Anche se cresce l'uile agli analisti di Wall Street non è piaciuto il calo nei contratti e nei servizi di outsourcing, motore della crescita di Ibm.

Autore: Redazione ImpresaCity

Ibm ha rilasciato i risultati finanziari relativi al secondo trimestre inferiori alle attese, con il titolo che nel dopo borsa è arrivato a perdere il 3%. I dati, pubblicati ieri sera tardi a Wall Street chiusa, hanno visto registrare ricavi in crescita del 2% a 23,7 miliardi di dollari a fronte però di attese di 24,2 miliardi di dollari, con la società che riferisce che a causa delle fluttuazioni valutarie si è verificata una riduzione di questa voce per ben 500 milioni di dollari.
L'utile netto ha battuto le attese in aumento a 3,4 miliardi di euro, o 2,61 dollari per azione a fronte di attese di 2,58 dollari, dai 3,1 miliardi, 0 2,32 dollari per azione, del periodo di riferimento dell'anno precedente.
La società ha rivisto l'oultook sugli utili per l'intero anno ad 'almeno 11,25 dollari' da 11,20 dollari. L'attenzione degli investitori si è concentrata sul valore dei contratti sottoscritti, sceso del 12% a 12,3 miliardi di dollari, e sul totale dei servizi in outsourcing, calato del 19% a 6,5 miliardi di dollari.
"I ricavi non sono stati così solidi come atteso [...]. Stiamo uscendo dalla recessione e i dati dei servizi sono uno degli indicatori che le persone vorrebbero vedere crescere almeno anno su anno", ha puntualizzato Mark Damos, portfolio manager per Fifth Third Asset Management.
Sempre in queste orestanno prendendo piede la ridda di indiscrezioni su chi potrebbe essere il successore di Sam Palmisano, attuale Ceo di Ibm, prossimo al compimento del 60° anno, che come da prassi in casa BigBlue dovrà farsi da parte, così come è avvenuto precedentemente per nomi storici in casa Ibm.
Pubblicato il: 20/07/2010

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