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Consigliere comunale diventa fascista su Facebook e si apre la crisi in Comune

Polemiche intorno alle foto pubblicate su Facebook da Iuri Milesi, Consigliere comunale di San Giovanni Bianco, un Comune della Val Brembana, in cui il giovane è ritratto in atteggiamenti fascisti, con il saluto romano. In molti hanno fatto riferimento al reato di "Apologia del Fascismo".

Autore: Santina Buscemi

La legge  del 20 giugno 1952, n. 645, all'art. 4 sancisce il reato commesso da qualsiasi individuo che "fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità" di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque "pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche".
Così spiega Wikipedia, alla voce "apologia del fascismo", un concetto chiamato in campo nella vicenda di San Giovanni Bianco, un Comune della Val Brembana, a pochi chilometri da San Pellegrino Terme nonché patria di Arlecchino, su cui negli ultimi giorni sono puntate le luci dei riflettori.
Ad attirare l'attenzione mediatica è quanto fatto da Iuri Milesi, 21 anni, consigliere comunale della Lega Nord: il ragazzo che, secondo quanto è emerso dalla sua descrizione sui media, avrebbe la passione per le simulazioni di guerra nei boschi, avrebbe pubblicato sul suo profilo su Facebook alcune immagini "particolari".
Una sua fotografia con il braccio teso nel saluto romano, l'immagine della Lombardia completamente nera con la scritta "Fascismo e libertà": contenuti in grado di sollevare un polverone sul giovane e scatenare le polemiche.
Il segretario provinciale del Carroccio, Cristian Invernizzi, avrebbe preso "assoluta distanza" da quanto pubblicato dal consigliere comunale ventunenne, ma, a detta del deputato Antonio Misiani, tesoriere del Pd, questa reazione sarebbe troppo lieve, dinanzi alla gravità dei fatti: "Colpiscono alcune reazioni politiche che tentano di minimizzare la gravità della questione. Invernizzi si augura che Milesi crescendo capisca di aver fatto una stupidata, mentre per il sindaco è un bravo ragazzo. Vorremmo ricordare loro che siamo in presenza di un reato, apologia del fascismo, punito dalla legge. La Lega Nord farebbe bene a buttare fuori Milesi".
Le immagini, pubblicate su bergamonews.it, sono state l'incipit di riflessioni su profonde sull'atteggiamento di molti giovani (e non solo), che prendono spunto dall'epoca fascista per interpretare la politica moderna. "Fascismo sì, Fascismo No"? La discussione non può essere improntata su questo piano, perché l'apologia al fascismo è un reato e, come tale, perseguibile per legge. Inoltre un Consigliere comunale dovrebbe, tenendo conto della carica ricoperta, mostrare una rettitudine ed un rispetto ancor maggiori rispetto ai normali cittadini.
Dopo pochi giorni, il sindaco Gerardo Pozzi e la sua maggioranza hanno rassegnato le dimissioni da tutte le cariche, giustificando la scelta con problematiche economiche. Ci sono forse connessioni con la vicenda di Milesi, che, secondo quanto emerso, sarebbe stato fondamentale nell'Amministrazione, per avere "i numeri" per governare? Questo è un altro dubbio che emerge.
Restano le considerazioni su Facebook, che, ancora una volta, diviene lo specchio sulla vita privata delle persone: chi si iscrive al social network deve tenere in considerazione l'impatto che i contenuti pubblicati potrebbero avere sulla sua vita.
L'epoca della privacy non esiste più o, meglio, il concetto di riservatezza è stato ridefinito dal Web 2.0, occorre tenerne conto, anche se, talvolta, quanto svelato da Facebook & Co. contribuisce a conoscere davvero la serietà e la rettitudine di un individuo.
Pubblicato il: 28/04/2010

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