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I sindacati intervengono sul caso Agile (ex Eutelia)

Le segreterie nazionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil definiscono "gravissima e ingiustificata" la decisione del Tribunale Fallimentare di Roma di concedere ad Agile (ex Eutelia) altri 7 giorni di tempo per integrare e modificare la domanda di concordato preventivo.

Autore: Redazione ImpresaCity

"Una decisione gravissima e ingiustificata": questo il commento dei sindacati sulla risoluzione del Tribunale Fallimentare di Roma, che ha concesso ad Agile (ex Eutelia) altri 7 giorni di tempo per integrare e modificare la domanda di concordato preventivo.
Le segreterie nazionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno espresso la loro opinione sulla vicenda a mezzo comunicato stampa, in cui si legge che il Tribunale ha preso la decisione "adducendo esigenze di tutela del contraddittorio del tutto inesistenti, dato che un congruo termine è già stato concesso, peraltro anche oltre i limiti massimi previsti dalla legge. Esigenze che anzi vengono violate nei confronti dei creditori, ai quali non è concesso alcun termine per replicare alle nuove integrazioni".
Secondo i sindacati "i profili di inammissibilità della proposta sono tanto evidenti, come si evince dallo stesso provvedimento, da consentire di rigettare seduta stante la domanda di concordato: come si può dare credito ad una proposta che prevede l'affitto dell'azienda ad una società, tale Italcontact Srl, appena iscritta alla Camera di Commercio, con un capitale sociale di soli 10.000 Euro, ed il cui amministratore è un uomo di Omega? Come si può dare credito ad una proposta che prevede il rilascio di garanzie fideiussorie da parte di un Consorzio fidi che, secondo quanto emerso in udienza, sembrerebbe essere indagato per riciclaggio?".
"Viene naturale domandarsi - affermano ancora Fiom, Fim e Uilm - se a questo punto della vicenda ci troviamo di fronte ad un ennesimo tentativo di agevolare gruppi di potere che stanno tentando in tutti i modi di portare a termine un'operazione chiaramente speculativa e che in realtà, maldestramente celata dietro fantomatici piani industriali, scarica debiti, costi e 2.000 lavoratori sulla collettività".
"É gravissimo aver dato ancora tempo a questi signori - concludono i sindacati - è ora di dire basta ed è ora che le istituzioni svolgano il loro ruolo: salvare l'azienda e i lavoratori, e smettere di coprire chi ha pesantissime responsabilità penali, civili e morali".
Pubblicato il: 13/04/2010

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