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Gartner, i Pc touchscreen conquisteranno i teenager ma non le aziende

Secondo stime di Gartner, entro il 2015 il 50% dei giovani sotto i 15 anni che acquisteranno Pc preferiranno modelli con schermo touchscreen. La penetrazione di tali dispositivi in ambito aziendale sarà invece limitata.

Autore: Irene Canziani

La nuova generazione di Pc touchscreen è destinata a conquistare le fasce più giovani della popolazione, ma ad avere una penetrazione limitata all'interno delle aziende. Questo, in sintesi, è quanto emerge da un recente studio di Gartner, che offre un interessante spaccato del settore.
Secondo le stime della società di ricerca, entro il 2015 il 50% dei giovani sotto i 15 anni che acquisteranno Pc preferiranno modelli con schermo touchscreen. Un dato interessante, soprattutto se si considera che nel 2009 tale percentuale si è fermata al 2%.
Per contro, la richiesta di tali dispositivi da parte delle imprese sarà molto minore: in ambito aziendale la percentuale sarà inferiore al 10%.
Il neonato tablet iPad e i modelli che seguiranno, proposti anche dalle altre aziende del settore, avranno quindi un grande bacino d'utenza consumer da sfruttare.
Ma attenzione: gran parte del successo di questi prodotti sarà decretato dalla capacità delle aziende di predisporre un ecosistema efficiente e completo per la fornitura dei contenuti a supporto dei prodotti. I grandi protagonisti dei dispositivi touchscreen saranno infatti film, giochi, musica, e-book, quotidiani e magazine in formato digitale, tutti componenti multimediali di una user experience che dal computer chiede più delle funzioni tradizionali.
Gartner prevede anche buone possibilità di impiego di questi Pc nell'ambito dell'istruzione: "l'opinione diffusa nei distretti scolastici Usa è che più della metà di essi, forse il 75%, adotterà interfacce di input touch o penpoint nei prossimi cinque anni" afferma Leslie Fiering, vicepresidente della divisione ricerche.
Ma quali sono le barriere che impediranno il successo della tecnologia touch in ambito aziendale?
In primo luogo la necessità, molto diffusa nelle imprese, di gestire applicazioni complesse che richiedono alti requisiti prestazionali: per quanto riguarda i tool grafici, per esempio, l'utilizzo delle dita o di penpoint potrebbe portare una minore precisione.
In secondo luogo, si può citare la relativa difficoltà (o per meglio dire, scomodità) della scrittura in assenza di una tastiera fisica, soprattutto quando bisogna redigere testi lunghi.
In sostanza, i device dotati di tali tecnologie non porteranno benefici in termini di produttività, anzi potrebbero risultare poco pratici e poco adatti a rispondere alle necessità delle aziende.
Pubblicato il: 09/04/2010

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