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Web e diritto d'autore: fioccano le polemiche sul decreto Romani

Il decreto Romani su Tv e servizi audiovisivi chiama l'Agcom a vigilare sui contenuti online e obbliga i servizi informativi a rettificare eventuali notizie sbagliate. E in Parlamento cresce la polemica.

Autore: Redazione ImpresaCity

Approdato in questi giorni in Parlamento, il decreto Romani sta suscitando un vespaio di polemiche, mettendo ancora una volta in contrasto governo e opposizione.
Il tanto discusso provvedimento recepisce nella legislazione italiana la nuova Direttiva Ue in materia di Tv e servizi audiovisivi, ed è stato approvato il 17 dicembre dal Consiglio dei Ministri. In esso, oltre a nuove regole in materia di pubblicità sui media, vengono introdotte anche misure inedite per regolamentare il web.
In particolare, l'Autorità per la garanzia nelle comunicazioni (Agcom) dovrà vigilare sui contenuti online, controllando che tutti i portali rispettino le norme sul diritto d'autore. I servizi informativi su internet saranno inoltre chiamati a controllare la veridicità delle notizie inserite, provvedendo alla rettifica degli eventuali errori con le stesse modalità dei telegiornali televisivi.
Ad avversare la proposta della maggioranza è soprattutto il Partito Democratico: Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione Pd, parla di "vero e proprio blitz", lamentando il fatto che "il governo si accinge a modificare una parte rilevante della normativa su Tv e internet senza alcun coinvolgimento del Parlamento".
Il decreto passerà ora al vaglio delle commissioni competenti di Senato e Camera per un parere non vincolante prima dell'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri.
Pubblicato il: 18/01/2010

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