Istat, le aziende fanno largo uso di computer e internet

Istat, le aziende fanno largo uso di computer e internet

La diffusione delle tecnologie informatiche di base (uso di computer e internet) nelle imprese è sempre più frequente: lo rivela un rapporto Istat.

di: Chiara Bernasconi del 13/12/2010 18:30

 
Secondo un rapporto Istat, la diffusione delle tecnologie informatiche di base nelle imprese con almeno 10 addetti del settore industriale e dei servizi è ormai ampiamente consolidata.
A gennaio 2010 il 95,1% delle imprese ha dichiarato di utilizzare il computer e il 93,7% dispone di una connessione a internet. L'impiego del computer coinvolge 4 addetti alle imprese su 10.
L'utilizzo di internet avviene tramite connessioni fisse in banda larga per l'83,1% delle imprese.
L'84% delle imprese si collega a internet tramite connessioni veloci fisse o mobili: queste ultime sono utilizzate dal 18,6% delle imprese.
La connessione mobile è caratterizzata da una maggiore presenza di connessioni veloci con tecnologia almeno di terza generazione (UMTS, CDMA2000, HSDPA) rispetto a quelle mobili non in banda larga (rispettivamente 18,6% e 11,6%).
Le tecnologie di collegamento a internet in banda larga sono presenti soprattutto tra le imprese con almeno 50 addetti (oltre il 92,9% adotta la connessione fissa a banda larga e l'86,7% quella DSL).
La connessione mobile interessa complessivamente circa il 23% delle imprese ed è fortemente influenzata sia dalla dimensione aziendale (la percentuale di utilizzo passa dal 19,9% delle imprese con meno di 50 addetti al 71,1% di quelle con oltre 249), sia dall'attività economica, come emerge dal confronto tra le telecomunicazioni (41,7%) e i servizi di ristorazione (8,6%).
Sempre a gennaio 2010 il 24,4% delle imprese utilizza la rete intranet ed il 17,3% reti extranet.
La connessione ad internet è largamente presente su tutto il territorio nazionale, con differenze contenute tra il 95% del Nord-ovest e il 91,4% del Mezzogiorno.
I sistemi operativi open source sono stati utilizzati dal 15,9% delle imprese, la firma digitale dal 23,6%.
L'86,6% delle imprese usufruisce della rete per accedere a servizi bancari o finanziari on-line, il 65,5% per acquisire informazioni sui mercati, il 55,3% per ottenere servizi e informazioni in formato digitale, il 50,9% per acquisire servizi post-vendita e, infine, il 22,6% per proporre progetti di formazione e istruzione online del personale.
Nel 2009 8 imprese su 10 hanno fatto ricorso a servizi offerti online dalla Pubblica Amministrazione.
Poco più di una impresa su tre effettua acquisti online ed il 5% è impegnato nelle vendite online.
A gennaio 2010 la presenza di un sito web coinvolge sei imprese su dieci, raggiungendo livelli del 69,8% nelle imprese dell'industria (senza le costruzioni) e l'80,7% in quelle del settore ICT.
Nel settore dei servizi non finanziari di particolare rilievo appare la presenza del sito web nelle imprese operanti nel settore dei servizi di alloggio e in quello delle agenzie di viaggio (rispettivamente 96,8% e 92,4%).
L'utilizzo delle reti intranet ha coinvolto il 21,3% delle piccole imprese, con quote crescenti all'aumentare della dimensione aziendale, fino a raggiungere il 74,4% nelle grandi unità.
Analogamente, l'utilizzo di reti extranet ha interessato il 15,1% delle piccole imprese e il 54,6% di quelle più grandi.
I sistemi operativi open source sono stati utilizzati dal 13,9% delle piccole e dal 49,3% delle grandi imprese, mentre la firma digitale, rispettivamente, dal 21,7 e dal 50%.
Il 29,4% delle imprese ha dichiarato di disporre di una politica di sicurezza ICT formalmente definita e con un programma di revisione regolare. Questa attività mostra un'elevata variabilità settoriale e dimensionale: le maggiori incidenze si rilevano nelle telecomunicazioni (89,4% delle imprese) e nelle grandi aziende (77,6%).
Tra i rischi rilevati e trattati nell'ambito della politica di sicurezza vi sono quelli legati alla distruzione e corruzione di dati a causa di un attacco o di un incidente inaspettato vengono considerati dalla maggior parte delle imprese (88,2%).
Seguono i rischi dovuti alla divulgazione di informazioni riservate a seguito di intrusioni, di attacchi come pharming, phishing o a seguito di un incidente (75,8%) e quelli di indisponibilità dei servizi ICT a seguito di un attacco derivante dall'esterno (56,7%).
In tutte le attività economiche considerate si rileva una netta prevalenza di incidenti avvenuti nel 2009 legati alla indisponibilità di servizi informatici o alla perdita o corruzione dei dati dovuti a guasti di hardware o software (16,3%), contro il 3,1% di incidenti legati a indisponibilità o distruzione dati per attacchi esterni, virus dolosi, accessi non autorizzati.
Meno dell'1% delle imprese indica di aver subito incidenti relativi alla sicurezza che hanno comportato la divulgazione di dati riservati a seguito di intrusioni o attacchi come pharming e phishing (0,8%) o di cause legate ai comportamenti dei propri dipendenti (0,6%).
Per sensibilizzare il proprio personale relativamente agli obblighi in materia di sicurezza informatica, sette imprese su dieci hanno dichiarato di utilizzare metodi quali la formazione obbligatoria, norme contrattuali legate al fenomeno, azioni di informazione diffusa (ad es. via Intranet, newsletter o documenti cartacei). Tra le procedure interne di sicurezza adottate dalle imprese, la più diffusa risulta l'autenticazione tramite l'utilizzo di password di tipo ‘forte' (64%), seguita dal backup dei dati all'esterno (41,8%), la registrazione informatica delle attività per l'analisi degli incidenti relativi alla sicurezza (logging), l'autenticazione mediante componenti hardware (ad esempio, smart card) seguito a maggiore distanza dai metodi biometrici (rispettivamente 12,3 e 1,6%).
Analogamente, la diffusione di queste procedure risulta più intensa tra le imprese con almeno 250 addetti rispetto alle altre, con particolare riferimento alle procedure più sofisticate quali password forte e logging (rispettivamente 90,1 e 64,0% contro il 61,9 e il 15,2 delle imprese più piccole).
A gennaio 2010 il 63,2% delle imprese con almeno 10 addetti scambia elettronicamente informazioni con altre imprese in un formato che ne consente il trattamento automatico. Il 21,8% delle imprese condivide per via elettronica informazioni con clienti e fornitori sulla gestione della filiera produttiva.
La tipologia di informazioni maggiormente scambiata risulta quella legata alla ricezione di fatture elettroniche (54,4%), con elevate differenziazioni settoriali.
Le imprese attive nelle attività editoriali, immobiliari o negli altri servizi alle imprese (noleggio, ricerca, vigilanza e altri servizi delle divisioni).
A gennaio 2010 il 40,8% delle imprese con almeno 10 addetti condivide automaticamente per via elettronica, al proprio interno, le informazioni relative agli ordini di vendita ricevuti in qualsiasi forma e il 33,9% quelle relative agli ordini di acquisto trasmessi.
La maggior parte delle imprese mette in comune queste informazioni con la funzione aziendale connessa alla contabilità, seguono la funzione della produzione e di gestione dei livelli delle scorte e, nel caso delle vendite, quella della distribuzione.
Circa 3 imprese su 10 hanno dichiarato di adottare applicazioni software ERP (Enterprise Resource Planning) per la condivisione di informazioni con altre aree funzionali interne (quali contabilità, progettazione, produzione, marketing), ma si registrano anche diversificazioni legate sia all'attività economica, come nel caso delle telecomunicazioni (53,8%) e delle imprese nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (46,6%), sia alla dimensione aziendale (si passa dal 18,4% delle imprese con 10-49 addetti al 67,9% di quelle con oltre 249 addetti).
Il 23,4% delle imprese utilizza applicazioni di gestione del front office con riferimento alla raccolta, condivisione e analisi delle informazioni ottenute sulla clientela (CRM, Customer Relationship Management). Livelli di utilizzo maggiore si registrano per le imprese del settore ICT (41,4%) e delle attività editoriali (49,3%).

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