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Red Hat, è il momento dell’Open Source

L’Open Source è una realtà. Una filosofia di sviluppo del software alternativa ai modelli proprietari che sta affermandosi in modo esteso negli ambienti mission critical delle aziende. Valore e potenzialità di tale paradigma di sviluppo sono stati al centro dell’Open Source Day, evento organizzato da Red Hat con la partecipazione di 20 aziende partner e la presenza di ben 1300 utenti.

Autore: Redazione ImpresaCity

L’Open Source è una realtà. Una filosofia di sviluppo del software alternativa ai modelli proprietari che sta affermandosi in modo esteso negli ambienti mission critical delle aziende. Valore e potenzialità di tale paradigma di sviluppo sono stati al centro dell’Open Source Day, evento organizzato da Red Hat con la partecipazione di 20 aziende partner lo scorso 5 novembre a Roma a Palazzo delle Fontane.
Agli oltre 1.300 partecipanti al convegno è stata fornita una panoramica sulle soluzioni Open Source, sugli sviluppi futuri e sui vantaggi economici, strategici e di innovazione apportati dal loro utilizzo.
“Oggi per le aziende è strategico poter contare su un modello di servizio erogato sotto forma di sottoscrizione, quale quello che storicamente offre Red Hat. L’Open Source è ormai un elemento fondamentale del tessuto economico italiano, adottato da un numero di aziende costantemente crescente e in ambiti sempre più strategici, cosa particolarmente importante per noi che regolarmente ascoltiamo le necessità dai nostri clienti per offrire loro il supporto necessario per affrontare al meglio il mercato. All’Open Source vengono riconosciute qualità di innovazione e di indipendenza dai vendor è ancor più importante, perché sottolinea che chi sceglie queste tecnologie lo fa pensando al futuro, con la possibilità di ottenere vantaggi significativi già nel presente”, ha affermato Gianni Anguilletti, Country Manager di Red Hat Italia.
Nel corso della sessione plenaria gli Executive di Red Hat hanno illustrato i capisaldi su cui poggia la strategia societaria e alcuni casi concreti di applicazioni di soluzioni open source presso grandi clienti. Si sono poi susseguiti una serie di interventi che hanno consentito di fare il punto sullo stato del mercato italiano e sull'adozione delle soluzioni Open Source, ascoltare l'esperienza di clienti e partner strategici che hanno già implementato con successo soluzioni che sposano questo paradigma di sviluppo, scoprire cosa dicono le nuove normative per la PA sull'adozione delle soluzioni Open Source e comprendere come massimizzare il valore delle strategie Cloud, Mobile, Social, Big e Open Data grazie all’Open Source.
Nel corso del pomeriggio si sono tenute una serie di sessioni parallele, tenute dalla stessa Red Hat e dalle aziende partner su temi, quali: Platform/Linux, Middleware/SOA, Virtualization, Cloud, Big Data e adozione dell’Open source.
Nello spazio espositivo le proposte Open Source delle 20 aziende partner quali Accenture, Alfresco, Avnet, Babel, CA Technologies, Cisco, Dell, Delphis Informatica, Extra, Fastlane - Gki, HP, Ibm, Iks, Intel, Itway, Plurimedia, Sigma NetworK, Tai, Vertica, ZetaCloud.

La fotografia italiana

Guardando allo stato di adozione dell’Open Source in Italia una recente ricerca Sda Bocconi conferma i trend di crescita delle tecnologie Open Source, adottate ormai dall’83% delle aziende italiane, nella gran parte dei casi in ambienti mission critical, con una percentuale che sale all’89% se si considerano le intenzioni future.
Le tecnologie Open Source, quindi, sono ormai diventate un elemento fondante dell’economia italiana. E i numeri testimoniano che non si tratta di una scelta estemporanea ma di un’indicazione strategica: tra le aziende che hanno già adottato l’Open Source, l’85% ha effettuato questa scelta almeno tre anni fa, e nel 77% dei casi le soluzioni open source sono presenti in azienda in ambiti considerati mission critical.
Ed è un fenomeno pervasivo: l’Open Source si sta gradualmente estendendo in azienda, passando dalle aree viste come suo tradizionale ambito di competenza ed andando a coprire le più innovative evoluzioni tecnologiche. Se la presenza di soluzioni Open Source è al momento prevalente in tema di sistemi operativi server e middleware, le aziende identificano virtualizzazione, storage e cloud computing come direttrici di sviluppo future, sulle quali intensificare gli investimenti in ambito open.
Le aziende optano per l’Open Source in prevalenza per la riduzione del Tco; seguono a breve distanza il desiderio di rendersi indipendenti dai fornitori e la volontà di innovazione.
Tra i fattori più impattanti, che definiscono il successo di un progetto Open Source, gioca un ruolo importante la disponibilità di competenze tecniche adeguate, siano esse interne all’azienda cliente o disponibili sul mercato.
“La ricerca si inserisce in un percorso che la Unit Sistemi Informativi di Sda Bocconi ha intrapreso nel 2005 per osservare e interpretare l’open source”, ha spiegato Paolo Pasini, Head della Unit Sistemi Informativi e Professore Sda Bocconi School of Management. “Lo studio evidenzia l’interesse e la fiducia che le aziende italiane medio-grandi hanno verso questo fenomeno. Rispetto al passato quando le aziende consideravano l’OS un’alternativa volta ad abbattere i costi IT, oggi si è riscontrato un importante cambiamento: le aziende cercano nell’OS altri benefici sia tecnici sia manageriali. In particolare la volontà di liberarsi dall’effetto lock-in è un fattore che spinge molti verso le soluzioni aperte. Ci sentiamo di prevedere che in futuro assisteremo a due fenomeni: da un lato le aziende modificheranno i loro modelli organizzativi per rafforzare la loro governance interna e la loro capacità di gestire le soluzioni IT in logica di autonoma e di 'open innovation', dall’altra i player Open Source svilupperanno servizi sempre più qualificati per proporsi come veri e propri partner nei progetti OS delle aziende”.
Infine, in un confronto tra vendor proposto in coda alla ricerca, Red Hat è stata valutata assieme ad altre otto importanti realtà del mercato IT, risultando la più apprezzata dagli intervistati, che hanno considerato cinque differenti criteri: flessibilità, affidabilità, autonomia, costo e capacità di innovare.
Pubblicato il: 12/11/2013

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