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Decreto anticrisi e Innovazione tecnologica: Assinform a Assintel esprimono il loro disappunto

Le due primarie Associazioni nazionali del settore Ict commentano la mancata occasione per incentivare l’innovazione digitale. Le dichiarazioni dei due presidenti: Ennio Lucarelli e Giorgio Rapari.

Autore: Redazione ImpresaCity

C’è delusione e amerezza nelle parole di Ennio Lucarelli e Giorgio Rapari, rispettivamente presidente di Assinform e Assintel, Associazioni di riferimento per l’Ict in Italia, di fronte al Decreto anticrisi, che esclude dalla detassazione degli utili delle imprese gli investimenti in tecnologie digitali .
“La scelta del Governo di escludere dalla detassazione degli utili delle imprese che reinvestono in macchinari, quelli destinati agli investimenti in tecnologie digitali, appare un’occasione mancata per rilanciare la competitività del Paese” ha dichiarato Ennio Lucarelli, Presidente di Assinform, a proposito del decreto legge anticrisi, varato dal Governo,  che all’art. 5 prevede uno sconto del 50% sulla tassazione degli utili delle imprese che investiranno per acquistare “macchinari e apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella Ateco”, vale a dire per pompe, forni, macchine di movimento terra e altri utensili per uso industriale, ma non per hardware e software informatici.
“In Italia – ha sottolineato Lucarelli - si continuano a sottovalutare le enormi potenzialità dell’innovazione digitale anche nel contrasto alla crisi. Rispetto agli investimenti tradizionali, quelli nel digitale rendono sette volte di più, vale a dire hanno un effetto moltiplicatore ben più forte e potente. Il decreto anticrisi poteva rappresentare un concreto incentivo per consentire alle nostre Pmi di accedere ai vantaggi offerti dalle nuove applicazioni  digitali in termini di crescita delle capacità competitive e conquista di nuovi mercati".
Sulla stessa lunghezza d’onda il commento di Giorgio Rapari, Presidente di Assintel, che ha affermato: “Sorpresa e amarezza: sono queste le reazioni di Assintel a un provvedimento che non punta sull’Innovazione ma su vecchi schemi per rilanciare un’economia in sofferenza. Ne resta deluso, in primo luogo, chi crede fermamente che il rilancio del nostro Paese non possa prescindere da una politica sistemica di Innovazione tecnologica. “La nostra è e rimane una crisi endogena e strutturale, figlia del declino della nostra Politica e della decadenza di un sistema economico non più competitivo”, ha sottolinea Rapari. “Investire in innovazio ne è strategico per ottimizzare i costi, razionalizzare la struttura organizzativa, essere presenti sul mercato globale. E l’investimento in tecnologia rende da 2,5 a 6 volte più rispetto a quello tradizionale, come conferma il recentissimo Rapporto sul Terziario del nostro ufficio studi di Confcommercio”. Ne resta delusa la filiera del Terziario, che costituisce ormai la stragrande maggioranza del nostro sistema economico, ma che vede ancora una volta privilegiati gli interventi per l’industria manifatturiera. Ne resta deluso il mercato ICT, che comincia a sentire la crisi in modo forte, e che non riesce a comprendere come mai, ancora, non si punti sul suo rilancio: perchè è un dato ormai consolidato, ma evidentemente ignorato, il valore anticiclico degli investimenti in Innovazione per superare le fasi di incertezza economica.
Rimane un'ultima possibilità e un filo di speranza.
"Ci auguriamo - ha concluso il Presidente di Assinform - che nell’iter di trasformazione del decreto in legge, la misura possa essere completata estendendo gli incentivi anche alle tecnologie digitali”.
E lo stesso vale per Assintel. L’auspicio, infatti, che lancia al Governo e al Parlamento, a questo punto, è che durante il percorso di conversione del Decreto in Legge la misura possa essere integrata con un’estensione degli incentivi anche all’adozione di tecnologie innovative, in particolare software e servizi IT.  
Pubblicato il: 06/07/2009

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