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UE: Microsoft viola la concorrenza

La Commissione UE ha inviato a Microsoft una comunicazione con la quale l’azienda viene accusata di abuso di posizione dominante in relazione alla vendita di Explorer collegata a Windows.

Autore: Giulio De Angelis

Il 15 gennaio, la Commissione UE ha inviato a Microsoft una "dichiarazione di obiezioni", con la quale la società fondata da Bill Gates viene accusata di abuso di posizione dominante, violando in questo modo l'art.82 del trattato CE.
Secondo la Commissione, infatti, la vendita da parte di Microsoft di Internet Explorer collegata con il sistema operativo Windows arreca pregiudizio alla concorrenza tra i browser, compromette l' innovazione in materia di prodotti e limita, infine, la scelta dei consumatori.
La presa di posizione della Commissione si basa sui principi giuridici ed economici già stabiliti nella sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado il 17 settembre 2007 (caso T-201/04), con la quale il tribunale confermò la decisione della Commissione del marzo 2004 che stabiliva un abuso di posizione dominante da parte di Microsoft che collegava il lettore Windows Media Player al sistema operativo Windows.
Quindi, secondo la commissione, così come è stato giudicato illegale il collegamento tra Windows Media Player e il sistema operativo Windows, così anche deve essere ritenuto in violazione del principio di concorrenza europea il collegamento tra Windows e il browser Explorer.
La Commissione si preoccupa per il fatto che questa vendita legata permette a Microsoft di sottrarre Internet Explorer ad una concorrenza diretta con altri browser, cosa che arreca pregiudizio al ritmo dell'innovazione ed alla qualità dei prodotti di cui consumatori possono disporre.
La Commissione è anche preoccupata dal fatto che "l'onnipresenza di Internet Explorer" possa indurre gli sviluppatori a concepire siti web o software principalmente per Internet Explorer, cosa che rischia, a termine, di compromettere la concorrenza e l'innovazione in materia di fornitura di servizi ai consumatori.
Microsoft dispone di un termine di otto settimane per rispondere alla comunicazione dei reclami ed avrà in seguito il diritto, se lo desidera, di essere ascoltata nel corso di un'udienza.
Nel caso in cui si accertasse definitivamente la violazione, la Commissione potrà infliggere una multa a Microsoft, costringerlo a porre fine all'abuso ed imporgli una misura correttiva che permetterà di offrire nuovamente una vera scelta al consumatore e garantire una concorrenza esclusivamente per merito.
Pubblicato il: 17/01/2009

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