Si prepara l’era post-App

Si prepara l’era post-App

La visione di Gartner sul futuro della mobilità passa per l'esasperazione dell'automazione e lo sviluppo di nuove interfacce.

di: Roberto Bonino del 30/11/2016 09:15

Mobility & Byod
 
Nel momento in cui si accelera la convergenza fra dispositivi, strumenti automatizzati, oggetti e individui, le imprese devono imparare a eccellere anche sul fronte della mobility, preparandosi a quella che si presenta come l'era post-applicazioni.
Quest'ultima definizione è stata recentemente coniata da Gartner, nell'ambito della più complessiva visione sul futuro possibile nel mondo della mobility. In questo scenario, ciascuno continuerà a utilizzare App mobili, ma la loro importanza globale, in termini di fornitura di servizi, dovrebbe declinare nel corso dei prossimi anni, per lasciare il posto agli assistenti personali virtuali. Secondo David Willis, vicepresidente e analista emerito di Gartner, “La nuova era è quella nella quale si avranno più dati e codice nel cloud e meno sui terminali, grazie al miglioramento continuo delle prestazioni delle reti cellulari”.
L'ingresso nell'era post-App avverrà comunque in modo progressivo, con orizzonte intorno al 2020. Tuttavia, è già cominciata e le organizzazioni dovrebbero prepararsi puntando su modelli agili e tattici, pensando a nuove competenze, valutando le opportunità create e sviluppando una strategia digitale che integri differenti tecnologie. Lo sviluppo esponenziale atteso per l'Internet of Things è una delle forze che spingeranno verso lo sviluppo di una mobility meno dipendente dalle applicazioni.Willis stima che le logiche Byod e Byoa (Bring your own applications) diventeranno la norma nella maggioranza delle organizzazioni, mentre andrà a emergere una nuova tendenza, che si potrebbe denominare Byot, ovvero Bring your own things, che porterà a introdurre nuove piattaforme e tecnologie di interazione allo scopo di ridurre la necessità di applicazioni dedicate.
Secondo Gartner, entro i prossimi 18 mesi, un quarto delle nuove applicazioni mobili saranno capaci di dialogare con oggetti connessi. Per il momento, i browser e le App continueranno a essere il mezzo preferito di comunicazione di questi oggetti con smartphone. Ma si tratterà di un passaggio. Per l'analista, infatti, tecnologie come l'intelligenza artificiale, l'elaborazione del linguaggio naturale e i bots integrati apriranno nuove opportunità di interazione con gli utenti.
Diverse piattaforme di scambio di messaggi permettono già agli utenti di dialogare con le imprese, facendo leva su queste tecnologie per ottenere informazioni e risposte a domande di base. Ma le organizzazioni possono cominciare a esplorare nuove interfacce e servizi che permettano agli sviluppatori di andare più lontano. Anziché connettersi a un sistema per riempire dei questionari complicati, gli utenti possono porre una domanda ha uno strumento automatico, che potrà direttamente rispondere o negoziare al loro posto in funzione di regole e conoscenza del sistema. Per questa via, si farà spazio a sistemi in grado di gestire le interazioni con i clienti, a partire da settori come il marketing e le vendite.
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