Il dubbio complesso sul rinnovo del parco pc

Il dubbio complesso sul rinnovo del parco pc

Molte aziende lavorano con terminali datati, ma restano incerte sulla decisione da prendere: prolungare l’attesa o sostituire? La risposta non è scontata.

di: Redazione ImpresaCity del 04/07/2016 14:20

Mobility & Byod
 
Al termine di ogni ciclo di vita, torna in auge una vecchia questione: rinnovare il parco macchine o ritardare ancora l’investimento? Conservare l’esistente può sembrare una scelta economicamente giudiziosa, ma non è detto che sia veramente conveniente. Un recente studio di Techaisle, condotto su quasi 740 imprese a livello mondiale, evidenzia come il 36% possegga pc che hanno almeno quattro anni di vita. Con il passare del tempo, l’aumento dei costi di manutenzione associati alla perdita di produttività genera un Tco sempre più complicato da gestire per i Cio.
Per una Pmi, le spese di amministrazione di un pc obsoleto sono del 40% più alte rispetto a quello di un modello recente. In diversi casi, il costo di intervento può rivelarsi più oneroso rispetto a quello di una nuova macchina. A questo si aggiunge il degrado delle prestazioni, cui fa da contraltare la crescita del consumo di risorse delle applicazioni.
Si stima che un utente medio di una piccola o media impresa sfrutti otto applicazioni simultaneamente. Ma il 25% dei pc obsoleti viene aggiornato ogni anno, ovvero 1,7 volte in più rispetto alle macchine più nuove. Ognuno di questi interventi ha un costo, stimato in circa 134 dollari per sistema.
Oltre all’aspetto puramente finanziario, il controllo di un parco pc con oltre quattro anni di vita porta con sé un importante costo umano. Le applicazioni vanno più lentamente, gli attacchi sono più facili e le batterie hanno una durata più ridotta. Quando uno di questi computer si blocca, si stima che si perdano 42 ore di lavoro in media per dipendente, ossia il doppio rispetto a un prodotto recente.
In questo contesto, le tecnologie più recenti sembrano avere dei vantaggi, sia tecnici che economici, dai processori più rapidi alle batterie più potenti, per arrivare ai dischi flash per accedere ai dati in velocità. In base al citato studio di Techaisle, un ciclo regolare di rinnovamento si rivela, in prospettiva, più economico, poiché il costo dell’acquisto delle macchine appare inferiore rispetto a quello dell’immobilizzazione di pezzi obsoleti, che fanno perdere produttività e presentano prestazioni in costante calo, secondo una curva che si accentua con il passare del tempo. 

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