Motorola scompare dalla telefonia cellulare

Motorola scompare dalla telefonia cellulare

Lenovo, detentrice del brand, annunciato di voler dividere la propria offerta nei Moto Per la fascia alta e Vibe per quella entry.

di: Redazione ImpresaCity del 11/01/2016 12:02

Mobility & Byod
 
Scompare dal mondo della telefonia mobile un marchio storico come quello di Motorola. Lenovo, che ne detiene in toto i diritti di proprietà, ha appena annunciato che i prodotti destinati alla fascia alta del mercato d'ora in avanti si chiameranno semplicemente Moto e saranno affiancati dai Vibe, gamma di fascia entry.
Il logo con la lettera M appuntita resterà l'ultima traccia legata alla storia, ma sarà affiancato al nome del costruttore cinese. Si chiude una storia iniziata oltre quarant'anni fa, quando un ingegnere di Motorola, Martin Cooper, inventò il primo telefono senza fili, commercializzato su larga scala a partire dal 1933 con il nome di DynaTac 8000X. Si trattava di un modello di grandi dimensioni, rispetto a quello che sarebbe venuto dopo, ma divenne popolare anche grazie alla visibilità offerta dal cinema americano, come nel caso di "Wall Street", film del 1987 di Oliver Stone.
Sarà poi la volta del primo flip phone, il MicroTac 9800X del 1989, capace di stare in un taschino e, in seguito, dello StarTac, con chiusura a conchiglia e separazione fra cornetta e tastiera con il piccolo schermo inizialmente a diodi luminosi poi rimpiazzati da cristalli liquidi.
L'ultimo colpo d'ala di Motorola siede nel 2004, con il Razr, un telefono molto curato nel design e ancora capace di vendere miei oltre 130 milioni di unità. Quest'ultimo brand è stato riutilizzato nel 2011 per lanciare una gamma di smartphone Android nettamente più classica.
L'originalità che ne aveva sempre contraddistinto lo sviluppo si è progressivamente perduta il Motorola, negli ultimi anni, ha proposto telefoni molto più tradizionali, come i Moto G e i Moto X. Nel 2011 la società è stata divisa in due e la parte Mobility è stata acquisita prima da Google per 12,5 miliardi di dollari e poi rivenduta, tre anni dopo, a Lenovo per meno di 3 miliardi di dollari.
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