Con Cisco in viaggio nei meandri tecnologici di Expo 2015

 Con Cisco in viaggio nei meandri tecnologici di Expo 2015

La comunità intelligente di una smart city prende vita con Cisco a Expo 2015

di: Giulio Ferrari del 29/06/2015 18:02

Mobility & Byod
 
A due mesi dalla sua inaugurazione Expo 2015 è diventata una vera città, una smart city che ospita ogni giorno almeno 200 mila cittadini/visitatori. E potrà arrivare anche a 250 mila persone al giorno. Cisco in coordinamento con Telecom Italia e Italtel è il partner tecnologico principale dell’evento con un investimento partito anni fa e valutato in 40 milioni di euro. Per non parlare del team di 60-70 persone coordinato da Fabio Florio, Expo 2015 Leader di Cisco Italia, la persona che ha coordinato tutto il progetto, in un lungo viaggio iniziato oltre tre anni fa.In sostanza un vero esperimento in vivo di una smart city di medie dimensioni che permette a Cisco di mettere in gioco tutta la sua tecnologia da leader del networking in ambito IP, dalle reti fisse e mobili -sia outdoor che indoor, nei luoghi pubblici e all’interno dei padiglioni dei diversi Paesi ospiti ( 80 percento dei Paesi ) - fino ai due data center ridondati all’interno del comprensorio fieristico . Il tutto condito da software – da quello di collaboration fino a quello di sicurezza – e servizi . E poi tutta la logistica legata a un traffico di 400 automezzi da carico che ogni notte entrano ed escono con le loro merci .
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Fabio Florio, Expo 2015 Leader di Cisco Italia
Spiega Florio: “Ogni soluzione e servizio gira su una rete IP fornita da Cisco. E’ un esempio notevole di quella Internet of Everything che unisce non solo oggetti , ma anche persone e processi con un collegamento allways on alla rete”.
Ma non mancano esempi applicativi importanti realizzati per l’occasione con Enel e con Coop (un supermercato del futuro dove l’acquisto di merci è possibile anche nella realtà e con abbondanza di interazioni tra persone , prodotti in vendita e caratteristiche alimentari dei prodotti proposti ). Se con Coop il tema è esattamente centrato sulla sostenibilità del cibo , con Enel l’accento si sposta sul controllo del consumo energetico in vera chiave IoT: come sensori IP sono all’opera gli smartmeter che controllano il consumo energetico del padiglione dell’Enel in collegamento wireless con il data center.ciscoreteip.jpg
La rete ICT di Cisco a Expo 2015
In tema sicurezza in Expo lavorano - entrambe realizzate da Cisco- due reti tutte completamente in fibra ottica ( 70 km) a 10 e 40 Gbps con data center ridondati. La prima serve le esigenze di connessione di pubblico ed espositori attraverso reti fisse e mobili. La seconda in collaborazione con Selex Finmeccanica è dedicata alla sicurezza fisica e alla video sorveglianza attraverso telecamere IP.Florio elenca una serie di statistiche e di preferenze d’uso da parte di visitatori ed espositori. Quanto ai contenuti è il video in veste professionale ( RAI e Padiglione Italia) e consumer a farla da padrone. Il software utilizzato è quello della piattaforma Medianet. I visitatori in mobilità e gli espositori all’interno dei loro padiglioni utilizzano con una netta preferenza del 90 percento le reti wireless indoor e outdoor. L’accesso a internet in mobilità è garantito a tutti con accesso libero e di basa su una rete uniforme dei medesimi access point sia dento che fuori gli edifici, dove sono perfettamente riconoscibili da tutto il pubblico. In media vengono gestiti ogni giorno 40 mila collegamenti wireless.Florio ricorda che il progetto ha avuto la massima cura della user experience. Di questa esperienza coinvolgente fanno parte anche i 100 totem multimediali interattivi che da un lato informano i visitatori degli eventi incorso e dall’altro ne guidano la visita con mappe interattive . Lungo le due vie principali che incrociano il sito dell’Expo ( Cardo e Decumano , secondo i nomi dei Romani) si trovano 14 centri servizi che ospitano nei loro sotterranei le server farm di Cisco con i sistemi convergenti UCS. E alla sera anche lo spettacolo del Cirque du Soleil utilizza tecnologia Cisco per collegarsi con la sede principale canadese di Montreal.
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Per chi fosse interessato agli aspetti tecnologici del progetto di Cisco va detto che la tecnologia utilizzata è quella standard a disposizione di tutta la clientela. Anzi nella fase finale del progetti a pochi mesi dall’inaugurazione è stato fatto uno stop all’adozione di nuove soluzioni.

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Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italy
Dunque una macchina tecnologica si è messa in moto , ma cosa succederà quando Expo volgerà al termine?In questi giorni il dibattito su Expo si è svolto proprio su quanto succederà a manifestazione finita.
In nome della ecosostenibilità quasi tutto sarà smantellato e anche , al momento, l’obbligo di Cisco è di smantellare questa infrastruttura. Ma dopo investimenti di questa portata non è uno sperpero? Risponde Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia , che è anche da tempo impegnato come esponente di Assinform a far emergere le potenzialità che la tecnologia offre per l’innovazione del sistema Italia.Secondo l’esponente di Cisco non vanno svuotate le esperienze di pianificazione e di design che la società si è costruita anche a partire dai precedenti eventi di Londra e Shanghai. Pare di capire che anche per la prossima Expo ci sia spazio per una offerta tecnologica così integrata come quel di Cisco a disposizione di tutti, espositori e organizzatori . Per Santoni poi un importante ritorno degli investimenti c’è già anche per la esperienze acquisite dai collaboratori italiani che lavorano in Cisco: “ Abbiamo sviluppato una competenza completa in un progetto così complesso che ci consente di essere più forti: competenza tecnologica e progettuale insieme. Siamo in linea con l’evoluzione dei modelli organizzativi e di innovazione”. E la clientela di Cisco può toccare con mano finalmente dal vivo quale può essere il modello di una smart city. D’altra parte nonostante la collaborazione anche con ANCI manca un progetto integrato italiano di smart city: “Per una comunità intelligente serve una forte leadership”, anche di tipo politico.Quanto al futuro del sito espositivo, Santoni si dichiara favorevole a dare vita a una Next Expo, per nuove aziende, sul modello della Silicon Valley. E già Florio partecipa al tavolo di lavoro di Assolombarda sul futuro di Expo 2015.
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