Il successo di Windows 10 dipenderà (molto) dagli sviluppatori

Il successo di Windows 10 dipenderà (molto) dagli sviluppatori

La tappa italiana di Build è servita per richiamare l'attenzione sull'unicità della piattaforma di sviluppo, elemento chiave per arricchire la disponibilità di app sullo store.

di: Roberto Bonino del 16/06/2015 09:50

Mobility & Byod
 
Ormai non manca più molto tempo all'ufficializzazione del rilascio di Windows 10 e Microsoft spera di far presto dimenticare a se stessa e al mercato l'accoglienza tiepida della precedente versione del sistema operativo. Non a caso, ancor più che sui consumatori o utenti finali, l'attenzione del vendor si sta concentrando sugli sviluppatori.
Una testimonianza concreta arriva dalla decisione di propagare sul territorio edizioni locali di Build, microsoft-andy-wigley.jpgmanifestazione per programmatori e affini del mondo Windows, solitamente limitata al territorio americano. Alla tappa milanese ha preso parte anche Andy Wigley, evangelista tecnologico tra i più noti della casa di Redmond, il quale ha ribadito gli obiettivi ambiziosi che si celano dietro l'imminente rilascio: "Entro prossimi tre anni, ci attendiamo che almeno un miliardo di dispositivi andrà a funzionare sotto Windows 10, abbracciando oggetti di ogni dimensione e funzione, dagli smartphone ai grandi schermi".
La politica di attrazione degli sviluppatori si fonda su diversi elementi. Tra i più rilevanti, si annovera la promessa per coloro che hanno già creato applicazioni per ecosistemi concorrenti, come iOs e Android, di poter riutilizzare i loro programmi sotto Windows 10. Evidente è lo scopo far guadagnare tempo e denaro a chi sviluppa, ma anche accelerare l'ingrandimento dei programmi disponibili nello store applicativo Windows.
Un altro punto centrale della strategia è la disponibilità di Universal Platform, ovvero una sola infrastruttura per creare applicazioni adatte a ogni tipo di dispositivo, da smartphone e tablet a notebook, console, piccole schede e anche grandi schermi come Surface Hub: "Saremo gli unici a poter offrire una flessibilità così ampia - ha sottolineato Fabio Santini, developer experience and evangelism lead di Microsoft Italia -. Non dobbiamo dimenticare, comunque, che esiste un ampio patrimonio di applicazioni nate sotto Windows, circa 16 milioni oggi disponibili. Chi altro può vantare un portafoglio altrettanto vasto?".
Per ottenere quanto promesso, Microsoft ha creato "bridge" per portare nel proprio mondo le applicazioni nate in ambienti concorrenti, mentre appositi "trigger examen" faranno sì che si scriva il codice di nuovi programmi una sola volta su Visual Studio, lasciando al software il compito di adottare il tutto alle diverse interfacce adattate ai dispositivi. Secondo la logica denominata Continuum, ogni programma creato nell'ambito della Universal Platform si adatterà automaticamente al dispositivo sul quale sarà visualizzato: "In questo modo - ha ripreso Wigley - uno smartphone potrà trasformarsi in un personal computer semplicemente collegandolo a uno schermo più grande, dato che l'applicazione si adatterà automaticamente".
Per accelerare l'adozione di Windows 10, Microsoft ha poi scelto di offrirlo gratuitamente per un anno agli utilizzatori delle precedenti. A questo si aggiunge l'integrazione dell'assistente vocale Cortana, lo sviluppo di un browser completamente nuovo (Edge) e la disponibilità di tecnologie d'avanguardia, come il riconoscimento facciale, che consente di connettersi senza più usare password.
Si è vista a Milano anche una dimostrazione di Office Graph Api, che permette la sincronizzazione tra diverse piattaforme. Essa permette, quindi, agli sviluppatori di creare estensioni software che utilizzano tutti i programmi di produttività di Office 2016. Queste estensioni utilizzano dati provenienti da diverse applicazioni (anche di produttori terzi) Per rendere disponibili informazioni pertinenti a ciascun utente in un dato ambiente, potendo anche su tutte le applicazioni.
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