Mobility e applicazioni legacy, una sfida che si fa urgente

Mobility e applicazioni legacy, una sfida che si fa urgente

Gartner stima che oltre il 60% delle imprese dovranno occuparsi dell'evoluzione di software storicamente sviluppati sotto Windows entro un paio d'anni.

di: Roberto Bonino del 08/06/2015 13:25

Mobility & Byod
 
Nel contesto di un sistema informativo, il peso occupato dalla mobility è tale da dover obbligare le aziende a ripensare il proprio parco applicativo nella propria totalità o quasi.
Secondo una recente analisi di Gartner, non si tratta di una semplice opzione ma di un imperativo, tant'è vero che oltre il 60% delle imprese dovrà occuparsi, entro il 2017, delle applicazioni storicamente sviluppate in ambiente Windows per portarle su differenti tipi di dispositivi. In particolare, rileva l'analista, molte realtà sono ancora legati a sistemi e applicazioni strettamente connesse ad ambienti tradizionali, che si tratti di eredità sviluppate su mainframe, Microsoft Win32 o Web di vecchia generazione.
Certamente, la virtualizzazione della postazione di lavoro può apparire come una soluzione efficace, poiché, conferma Gartner, non implica sforzi di integrazione né sviluppo di Api e permette di coprire le eventuali questioni legate alla compliance. Lo stesso analista, tuttavia, invita a non farsi troppe illusioni, poiché permangono limitazioni funzionali, che possono rendere questa strada incompatibile con certi tipi di impiego delle applicazioni mobili.
Il pensiero corre soprattutto all'ergonomia dell'interfaccia utente di certi software legacy, in adatte ai terminali mobili. Un altro tema da prendere in considerazione è l'accesso offline, che è possibile gestire con applicazioni mobili native, ma non altrettanto con la virtualizzazione.
Gartner pone in evidenza anche la questione delle prestazioni, fortemente dipendenti da quelli delle reti mobili o, ancora, l'incapacità della virtualizzazione di trarre vantaggio da funzionalità connesse ai dispositivi mobili, come la geolocalizzazione, la fotografia o l'interfaccia vocale.
In sostanza, secondo l'analista, conviene esaminare i singoli casi di utilizzo e selezionare di volta in volta l'approccio più indicato. La virtualizzazione del client appare appropriata come soluzione di base per la visualizzazione di informazioni che non richiedono manipolazioni di dati attraverso l'interfaccia utente. Nelle offerte di aziende come VMware o Citrix, esistono anche proposte di virtualizzazione che integrano capacità di miglioramento automatico dell'interfaccia utente e queste appaiono indicate per applicazioni mobili che richiedono solo navigazione touch elementare.
Per necessità di utilizzo di dati più importanti, entra in gioco la virtualizzazione ottimizzata con kit di sviluppo dedicati, in modo da offrire all'utente un aspetto nativo per l'applicazione legacy, integrando il supporto delle capacità hardware di terminali mobili. Gartner raccomanda di limitare la portata delle funzionalità, allo scopo di minimizzare gli sforzi di sviluppo.
In prospettiva, può diventare utile anche esaminare l'approccio della ricostruzione dell'interfaccia utente, utilizzando prodotti specializzati che smontano display e logica delle applicazioni legacy per riassemblarli in interfacce utente mobili interpiattaforma, utilizzando Api e protocolli di trasformazione proprietari.
Per Gartner, quest'ultimo approccio si applica correttamente a diverse applicazioni, che siano guidati dai dati o dai workflow. Questi strumenti sono, in buona misura, già disponibili. Entro il 2018, secondo l'analista, oltre la metà delle applicazioni mobili di business saranno stati creati senza alcuna codifica.
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