Il futuro di Intel negli oggetti connessi

Il futuro di Intel negli oggetti connessi

Si chiama Curie, ha le dimensioni di un bottone ed è il più piccolo computer portatile mai progettato. Ecco l’ultima scommessa del leader dei processori.

di: Redazione ImpresaCity del 08/01/2015 10:47

Mobility & Byod
 
Il Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas pare quest’anno orientato soprattutto all’effervescente mercato dell’Internet delle Cose. Intel vuole giocarvi un ruolo simile a quello fin qui conquistato nel campo dei personal computer ed è in questo contesto che si colloca la presentazione di Curie, un micro-pc delle dimensioni di un bottone, adatto a equipaggiare varie tipologie di dispositivi indossabili. Brian Krzanich, Ceo di Intel, ha utilizzato Curie, durante il suo discorso al Ces, per farsi rilevare il battito cardiaco e visualizzare i risultati su uno smartphone.
I dispositivi wearable stanno facendo la parte del leone a Las Vegas, con una pletora di smart watch, occhiali tecnologici, misuratori dell’attività fisica e caschi per la realtà aumentata. Il leader mondiale dei processori intende integrare il proprio circuito in questo genere di apparecchi, contando sulla capacità di produzione e sulle proiezioni ottimistiche fin qui avanzate dagli analisti.
Curie appare l’arma con la quale contrastare il posizionamento oggi migliore di produttori come Arm e Mips nel mondo IoT (Internet of Things). Già lo scorso anno, il vendor aveva proposto Edison, una piattaforma delle dimensioni di una scheda Sd, che ha però trovato spazio soprattutto nella progettazione di droni, robot e soluzioni elettroniche.
Il micro-pc si basa sul chip Quark, a consumi molto bassi e con Bluetooth integrato. Sensori wireless possono essere aggiunti per svolgere specifiche attività.
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