Le tecnologie evolvono, ma gli uffici restano

Le tecnologie evolvono, ma gli uffici restano

Lo studio Dell Evolving Workforce mette in evidenza che la stragrande maggioranza dei dipendenti passa almeno una parte del tempo lavorativo fra mura aziendali.

di: Roberto Bonino del 17/12/2014 09:10

Mobility & Byod
 
Stando ai risultati che emergono dallo studio Dell Evolving Workforce, si può dire che le tecnologie evolvono più rapidamente di quanto accada per le abitudini di lavoro. Smartphone, tablet e virtualizzazione del desktop promettono di modificare radicalmente il rapporto con la scrivania e anche il confine fra vita privata e professionale, ma per ora sembra che ognuna di queste evoluzioni abbia un’utilità specifica e non ci sia una soluzione in grado di uniformare tutte le esigenze.
La ricerca di Dell e Intel (su un campione di oltre 4,700 persone in 12 paesi) sottolinea che oltre la metà dei dipendenti che utilizza un pc da ufficio possiede almeno un secondo terminale e i due strumenti sono complementari, non in contraddizione. Il 97% delle persone coinvolte, rappresentative dell’universo aziendale, passa mediamente qualche ora al giorno davanti allo schermo del proprio ufficio, se quello viene identificato come lo strumento professionale di riferimento.
Quindi, anche se le tecnologie consentono tranquillamente il telelavoro totale o parziale, l’ufficio resta il riferimento lavorativo preponderante, soprattutto per i dipendenti delle imprese dei paesi più evoluti, dove il numero di ore settimanali passate sul luogo di lavoro è superiore (32) rispetto alle nazioni emergenti (26). La diversificazione è ancora poco frequente, tant’è che il 35% dei dipendenti dice di lavorare in media due ore alla settimana in un luogo pubblico, quattro ore all’esterno (per esempio da un cliente) e cinque ore a casa, mentre il resto va ascritto all’ufficio. Tre lavoratori su quattro dichiarano di aver l’impressione di lavorare meglio in azienda, anche se la metà ammette frequenti interruzioni.


Le abitudini cambiano in modo sottile

Verrebbe da chiedersi come si debba intendere il concetto stesso di lavoro da manager, quadro o “colletto bianco” oggi, in un’epoca dominata dalla comunicazione e dalla circolazione delle informazioni. La maggioranza conferma di voler essere informata in tempo reale su ognuno dei 40 messaggi medi (e-mail o Sms) che riceve quotidianamente. In questo senso, l’ufficio non sembra favorire gli scambi interpersonali, visto che oltre la metà comunica via e-mail o instant messaging con colleghi anche con postazione ravvicinata.
Sul lavoro a casa, le opinioni sono divergenti. Il 50% pensa di essere maggiormente produttivo, mentre dell’altra metà, il 36% non vede differenze e solo il 14% ritiene di perdere efficienza. Sembrano però prevalere i vantaggi, visto che il 30% guadagna in riposo, il 40% guida meno la macchina e il 46% si sente meno stressato. In compenso, chi passa più tempo a casa lamenta anche distrazioni, minor esercizio fisico e una propensione superiore a mangiare.
Al di là della presenza fisica in un luogo particolare, le tecnologie stanno facendo cambiare la gestione del tempo, rendendo più labili i confini fra vita privata e professionale. Tutte le attività impiegatizie o gestionali si possono ormai fare online da qualsiasi luogo. Due dipendenti su tre ammettono di portarsi a casa almeno una parte di lavoro e nei paesi emergenti resta la connessione all’attività lavorativa anche nelle ore apparentemente libere: l’83% ha confermato di consultare l’e-mail professionale anche fuori dall’orario lavorativo, contro il 42% dei paesi più sviluppati. La distinzione è ancora più marcata fra quadri e dirigenti.
Tag notizia:

Cosa ne pensi di questa notizia?

Attualità

...continua

Opinioni e Commenti

...continua
 
 
 

Vota