Nel 2015 il middleware trarrà linfa dagli oggetti connessi e dalla mobility

Nel 2015 il middleware trarrà linfa dagli oggetti connessi e dalla mobility

In base alle previsioni di Ovum, il comparto è destinato a crescere il prossimo anno del 9,3%, anche grazie ai progetti di integrazione e alla collaboration.

di: Redazione ImpresaCity del 15/12/2014 10:45

Mobility & Byod
 
Agilità, mobility e oggetti connessi saranno i principali elementi di stimolo nel 2015 per il mercato del middleware. Secondo Ovum, si tratta di un comparto che produrrà un giro d’affari di 16, 3 miliardi di dollari, con una crescita del 9,3% rispetto a quest’anno.
Le esigenze delle aziende di integrare applicazioni mobili e trovare maggiore agilità sono le spinte primarie per la crescita attesa. Ovum cita soprattutto i temi dell’integrazione via PaaS (Platform-as-a-Service) e governance delle Api, in ragione della spinta derivata dalle necessità di allineamento delle applicazioni mobili al back-end aziendale. Una parte significativa dei budget sarà destinata alla modernizzazione delle infrastrutture, con l’adozione di nuovo middleware dedicato alla mobility e all’Internet of Things, ma anche all’integrazione di soluzioni B2B e piattaforme cloud.
L’analista ha evidenziato quattro tendenze che avranno effetto primario per le imprese nel 2015. La collaboration sarà uno dei motori di spesa per il middleware, mentre l’integrazione B2B sta riguadagnando interesse per soddisfare le necessità di interagire più facilmente con partner e clienti, gestire meglio le community e trovare nuove forme di engagement. Ma il 2015 dovrebbe sancire anche un progresso significativo nei servizi di integrazione B2B in cloud. Le problematiche di sicurezza legate all’interconnessione dei dati e i bisogni in materia di governance e compliance porteranno interesse anche verso i sistemi completi di gestione del trasferimento di file.
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