Mobility: per l’Ocse meglio collaborare che fondersi

Mobility: per l’Ocse meglio collaborare che fondersi

Uno studio dell’organismo mondiale per lo scambio economico pone l’accento sulla condivisione delle infrastrutture come alternativa alla concorrenza esasperata.

di: Redazione ImpresaCity del 24/11/2014 15:41

Mobility & Byod
 
L’Ocse (Organismo per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha pubblicato un documento intitolato: “Wireless market structures and network sharing”, nel quale parteggia apertamente per la presenza di quattro operatori mobili nei paesi più sviluppati e per la condivisione delle infrastrutture di rete fra operatori come rimedio alla concorrenza esasperata nel settore.
In particolare, di fronte a una competizione fondata sui prezzi, il documento preconizza la ricerca di costi infrastrutturali di telecomunicazioni più competitivi, attraverso la condivisione delle reti fra carrier. Questa ipotesi, secondo l’Ocse, è largamente preferibile alla fusione completa fra carrier. Naturalmente, raccomanda l’organismo economico, le autorità devono restare vigili nel controllo degli accordi, per evitare che la condivisione porti a una riduzione della concorrenza simile a quella generata da una fusione.
In Francia, si è assistito di recente a un’applicazione pratica di questi principi, in un accordo di scambio fra gli operatori Sfr e Bouygues, che prevede modalità specifiche anche per la condivisione delle corrette informazioni fra le parti.
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