L'autenticazione semplificata di MasterCard

L'autenticazione semplificata di MasterCard

Il nuovo protocollo, creato in collaborazione con Visa, dovrebbe essere adottato nel 2015 e rimpiazzerà gradualmente l’attuale servizio 3D Secure

di: Redazione del 17/11/2014 09:40

Mobility & Byod
 
MasterCard lavora a un nuovo servizio per superare l’uso delle password nei pagamenti online, rendendo la vita più semplice per i titolari di carte di pagamento e, contemporaneamente, accrescendo la sicurezza. L’azienda ha collaborato alla creazione di un nuovo standard di autenticazione che, non appena adottato, consentirà di migliorare la sicurezza dei pagamenti su larga scala. Il nuovo protocollo, creato in collaborazione con Visa, dovrebbe essere adottato nel 2015 e rimpiazzerà gradualmente l’attuale protocollo 3D Secure.
Questo standard aiuterà i consumatori, le banche e anche gli esercenti, con un’autenticazione molto semplificata e con la richiesta di un inserimento di password notevolmente inferiore. Si ritiene che, entro il 2018, i pagamenti attraverso dispositivi mobili rappresenteranno il 30% delle vendite del mercato online, di conseguenza, il nuovo standard guiderà le infrastrutture per la sicurezza oltre l’era del PC, supportando le tecnologie emergenti e il cambiamento nei bisogni dei consumatori. 
"MasterCard - riferisce il management dell'azienda - promuove dunque un nuovo approccio ai sistemi di autenticazione, grazie al nuovo standard gli acquisti saranno più semplici e senza troppe interruzioni dovute alle password. Nell’eventualità che sia necessaria una verifica dell’autenticazione, i titolari di carte potranno identificarsi con una password temporanea (one time password) o attraverso il riconoscimento biometrico delle impronte digitali, piuttosto che attraverso una password statica da memorizzare. 
Ajay Bhalla, President of Enterprise Security Solutions, ha dichiarato: “Vorremmo un’esperienza di pagamento che sia allo stesso tempo semplice e veloce. Vogliamo identificare le persone per ciò che sono, non per ciò che ricordano. Abbiamo troppe password da ricordare e questo crea problemi aggiuntivi per i consumatori e le aziende.” 
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