Il veto della Cina su Windows

Il veto della Cina su Windows

La decisione ventilata dal governo cinese di volere abbandonare, entro il 2020, l’utilizzo di Windows nella pubblica amministrazione a favore di Linux

di: Piemme del 04/11/2014 12:27

Mobility & Byod
 
La decisione ventilata dal governo cinese di volere abbandonare, entro il 2020, l’utilizzo di Windows nella pubblica amministrazione a favore di Linux entusiasma coloro che hanno da sempre auspicato e scommesso su una possibile rivincita del sistema operativo open source nei confronti di Windows. Ma la decisione cinese non è dovuta a un’avversione a Windows da un punto di vista tecnologico quanto piuttosto dalla volontà di avere un sistema operativo su cui esercitare un controllo più diretto.
Così come il mercato americano vieta l’utilizzo di tecnologia cinese in proprie infrastrutture, anche il governo cinese vuole poter pensare di utilizzare tecnologia che lo renda libero dalla Windows dipendenza americana. Insomma in una parte del mondo, quella asiatica, può essere che si avveri quello che in tanti hanno sempre sperato, un ribaltamento della tecnologia desktop a favore dell’Open Source, non tanto però per questioni prettamente tecnologiche, ma politiche.
Attualmente a livello globale, Windows ha una share del 91% dei desktop in circolazione, Apple del 7% e Linux, una percentuale irrisoria, dell’1,4% (fonte Netmarketshare). Sono però cifre realtive al mercato che fa riferimento al sistema client più tradizionale, il desktop.

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Se guardiamo ai sistemi emersi dal mondo mobile come i tablet, largamente utilizzati ormai anche all’interno delle imprese, il sistema più utilizzato è Android, sistema Linux based sviluppato da Google che si divide più o meno alla pari la torta del mercato con l’iOS di Apple.

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L’effetto Windows è quindi del tutto concentrato sui sistemi desktop, mentre riguardo alle nuove tecnologie mobile, sono altri i sistemi che fanno il mercato. Nel mercato smartphone la deriva di Windows è ancora più evidente considerato che quest’ultimo ha una share globale del 3%, mentre Android è all’85% e Apple al 12%.
La scelta ipotizzata dal governo cinese potrebbe essere il segnale di un possibile prossimo diverso equilibrio dei sistemi operativi nel mondo desktop, attualmente monopolio di Microsoft? Se guardiamo a quanto il mercato cinese ha influenzato e influenza alcune modalità applicative, parrebbe di sì. Si prendi per esempio la scelta del motore di ricerca: a livello globale, Baidu, il motore di ricerca cinese ha una share del 29%, Google del 58% e Bing dell’8%. 

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