Check Point incapsula i dati mobili per proteggerli

Check Point incapsula i dati mobili per proteggerli

Per superare il tema della sicurezza in mobilità, il vendor propone una soluzione in forma di app, che si installa sui device e crea una bolla per lavorare in ambiente criptato.

di: Roberto Bonino del 31/10/2014 14:26

Mobility & Byod
 
La sicurezza nel mondo mobile è uno dei grandi elementi di preoccupazione per gli It manager. Una ricerca di Check Point evidenzia come il 91% dei professionisti dell’It abbia constatato un aumento del numero di dispositivi personali che si connettono alle reti aziendali negli ultimi due anni e il 56% si è trovato a dover gestire dati professionali su apparecchi appartenenti a dipendenti (contro il 37% rilevato nel 2013).
L’87% dei professionisti interpellati ritiene che il personale negligente sia la principale minaccia check-point-low-roberto-pozzi.jpgalla sicurezza, il che porta all’attesa di aumento degli incidenti per il 2015 (lo pensa l’82% del campione) e a una valutazione dei costi per il ripristino che, nel 42% dei casi, è stimato superare i 200mila euro. “La percezione della minaccia continua – rileva Roberto Pozzi, Regional Manager Southern Europe di Check Point – evidenzia come gli strumenti fin qui adottati non siano ritenute sufficienti per prevenire soprattutto i comportamenti distratti degli utenti”.
Il vendor prova a dare una risposta con Capsule, una soluzione che può essere gestita centralmente da una console di sicurezza e lavora incapsulando le applicazioni per poi applicarvi le policy di governance e criptare tutti i dati e documenti che vi siano collegaticheck-point-david-gubiani.jpgQuesto significa poter applicare le stesse policy di sicurezza utilizzate sui desktop – spiega David Gubiani, Technical Manager di Check Point Italia – ma anche estenderle ai dispositivi con i quali vengono condivisi i documenti”.
In pratica, Capsule crea una sorta di bolla in ogni dispositivo collegato a una rete aziendale e lì fa transitare dati e documenti collegati alle applicazioni di un’azienda. Tutto ciò che passa in questo tunnel viene criptato e, quindi reso sicuro. Per l’utente finale, l’unico accorgimento da seguire è l’installazione di una app (disponibile su Apple App Store, Google Play e Windows Store) e la creazione di un pin, che andrà inserito ogni volta. Quando si chiude il lavoro, la bolla sparisce e questo mette al riparo anche dal pericolo di perdita dei dati collegato al furto o allo smarrimento dei dispositivi.
La tecnologia di Check Point consente di censire anche tutto il traffico in ingresso da dispositivi iOs, Android, Windows e MacOs in cloud, per prevenire l’acquisizione di file o codici infetti e diffonderli nelle rete aziendale. I costi di Capsule non sono ancora ufficializzati, ma saranno disponibili tre versioni, denominate Docs (encryption sui documenti), Cloud (canalizzazione del traffico sull’infrastruttura CHeck Point) e Workspace (ambiente sicuro esteso) e ogni utente potrà installarlo su tre device al massimo.
Anche se l’utilizzo del prodotto è individuale, chiaramente si tratta di una proposta indirizzata alle imprese, con l’intento non tanto celato di potersi proporre come alternativa alle soluzioni di Mobile Device Management: “I contratti verranno stipulati dal nostro canale con i centri operativi delle aziende, che decideranno quante licenze utilizzare, mentre l’app per il singolo utilizzatore è ovviamente gratuita”, precisa Gubiani. Non è escluso che il prossimo anno possa arrivare anche una versione consumer di Capsule. 
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