La mobility in azienda passa per applicazioni ad hoc

La mobility in azienda passa per applicazioni ad hoc

Gli sviluppi si moltiplicano, siano essi prodotti dai team interni delle aziende o da un mercato esterno sempre più effervescente.

di: Roberto Bonino del 17/09/2014 16:48

Mobility & Byod
 
Di questi tempi, è sempre più raro che il lavoro sia associato esclusivamente al concetto tradizionale di scrivania o di ufficio tradizionale. Certamente la maggior parte delle persone segue ancora questa modalità, ma una fetta crescente avanza la necessità di dover effettuare un certo numero di attività professionali su dispositivi più pratici e a portata di mano.
L’aumento della domanda di flessibilità pone nuovi problemi ai dipartimenti It, dall’identificazione degli apparecchi mobili da connettere alle reti aziendali (Mobile device management) alla garanzia che questi siano dotati delle corrette applicazioni (Mobile application management) fino alla gestione della sicurezza dei contenuti sensibili ai quali accedere (Mobile content management). Molte soluzioni dedicate a questi aspetti sono ormai raccolte in suite per la gestione della mobility aziendale (Enterprise Mobility Management).
Uno dei principali problemi che attanaglia le strutture It è la definizione della tipologia di applicazioni che devono essere sviluppate e implementate. Si tratta di un problema-chiave, poiché il contesto dei software aziendali è oggi molto vario e comprende le tradizionali applicazioni da ufficio pronte all’uso (essenzialmente Windows), quelle personalizzate, quelle mobili native (in larga misura Android o iOs), quelle Web (sempre più Html 5) e i software basati su cloud (software-as-a-service). I principali dubbi possono spaziare dalla disponibilità più o meno probabile di versioni aggiornate delle applicazioni tradizionali alla scelta della piattaforma mobile più adatta alla gestione delle applicazioni personalizzate. 


Lo stato delle aziende

Se prendiamo come riferimento uno studio di Citrix, effettuato qualche mese fa su oltre 700 aziende nel mondo, vediamo che, malgrado la diffusione dell’utilizzo di smartphone e tablet in contesti professionali, le applicazioni Windows (presenti soprattutto su pc e notebook) ancora dominano la scena, rappresentando il 64% del totale. La precentuale, però, si dovrebbe abbassare al 54% quest’anno, proprio per il progressivo mutamento di scenario.
Senza troppa sorpresa, la posta elettronica (combinata con agenda e contatti) domina la lista di applicazioni mobili più utilizzate (90%), seguita da voci meno facilmente identificabili, come le applicazioni per le linee di business, sincronizzazione e condivisione di file e tool di collaborazione.
Probabilmente, per i responsabili It la difficoltà più grande appare come fare in modo di rendere mobili le applicazioni core dell’azienda, comprese quelle di ufficio o legate ai processi core. Di questo aspetto si è occupato un altro studio, realizzato da Vanson Bourne, in base al quale il numero medio di applicazioni personalizzate e pronte all’uso implementate per azienda (su un campione di 300) è di 424, delle quali il 53% accessibile via browser. Tuttavia, solo il 22% è facilmente utilizzabile su dispositivi mobili.
Questo non vuol dire che le imprese non riconoscano il valore dell’accesso in mobilità a dati e applicazioni enterprise e il 20% prevede di farlo nel prossimo futuro. Anzi, il 36% ha riconosciuto che se questi software-chiave diventasse più “mobile” se ne ricaverebbe un aumento della produttività. 

Freni e prospettive

Cosa blocca, allora, un maggior sviluppo su questo fronte? Vanson Bourne ha identificato numerosi ostacoli, a partire dai costi di sviluppo, per arrivare alle preoccupazioni relative alla sicurezza e ai costi maggiorati per supporto e manutenzione. Gli oneri di riscrittura delle applicazioni sono dovuti soprattutto alla natura complessa e frammentata del mercato mobile, come stima l’81% del campione intervistato. Nel caso di app mobili native, solo il 32% stima di avere le necessarie competenze, mentre il 47% di quelli che hanno effettivamente sviluppato un’applicazione mobile esprime riserve sulla volontà di ripetere il processo, per questioni di tempo, costi e complessità.
Per far prevalere i vantaggi del passaggio alla mobility, occorre dunque pensare a quali piattaforme di sviluppo siano oggi più adatte. Se si presta attenzione al quadrante magico su questo mercato prodotto da Gartner, si nota come fra i leader compaiano big ben noti (Ibm, Sap, Adobe) affiancati da specialisti meno conosciuti (Kony, jQuery, Antenna Software). L’analista distingue tre tecnologie base: i kit di risorse native (come quelli di iOs), quelli Web (come JQuery Mobile) e le piattaforme specializzate con approccio più olistico (come Appcelerator, distribuito in Italia da Smc). Nei primi due casi i fornitori completano spesso le offerte con incapsulatori (come PhoneGap di Adobe), middleware mobile (Ibm WorkLight) e generatori di applicazioni (KonyOne Studio), per fare in modo che tutto possa comunicare. Il mercato è però in piena evoluzione e Gartner stessa invita le aziende a non impegnarsi a lungo termine.
Quale direzione prenderà il mercato della enterprise mobility nel breve e medio termine? Sintetizzando un po’ di ricerche sul tema, emerge che le piattaforme di sviluppo e le soluzioni MxM sono principalmente al centro dell’attenzione. Un po’ meno presente appare il Byod, segno di un interesse non ancora ben focalizzato, mentre emerge in filigrana l’avanzata dell’Internet delle Cose.
Per i Cio, probabilmente, uno dei task più importanti sarà favorire l’adozione di una strategia appropriata in materia di sviluppo di applicazioni. Dato che districarsi nel panorama dell’offerta di piattaforme può risultare complesso, nel breve periodo può valere la pena sfruttare il motore ad alte prestazioni compatibile con Html5 presente nelle principali offerte, per concepire una piattaforma applicativa unificata adatta per dispositivi di ogni forma, senza compromettere funzionalità, performance e sicurezza. Per Gartner, però, si tratta di una soluzione ancora parziale e, dunque, anche un approccio legato all’ambiente prescelto può essere efficace a breve termine.
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