Pmi: in aumento il fenomeno del BYOD e le violazioni

Pmi: in aumento il fenomeno del BYOD e le violazioni

Nelle PMI cresce l'utilizzo del modello BYOD, che vede i dipendenti utilizzare i propri laptop e dispositivi mobili personali anche in ambito lavorativo.

di: Redazione ImpresaCity del 19/02/2013 15:37

Mobility & Byod
 
Trend Micro ha renso pubblici i risultati dello studio “The Cloud Advantage: Increased Security and Lower Costs for SMB”, commissionato a Osterman Research, che ha coinvolto tra giugno e luglio oltre 100 IT Security Provider che operano nel settore delle PMI. 
Lo studio ha analizzato l'attuale scenario della sicurezza nel contesto delle piccole e medie imprese, identificando i vantaggi che derivano da sistemi di protezione più rapidi.Il documento mette in evidenza come nelle PMI stia crescendo la tendenza verso l'adozione del modello Bring Your Own Device (BYOD), che vede i dipendenti utilizzare i propri laptop e dispositivi mobili personali anche in ambito lavorativo. 
In generale, il dipendente della piccola e media impresa, utilizza un determinato numero di dispositivi endpoint, come un desktop, un laptop, uno smartphone, un tablet e alcuni home computer sui quali sono installate diverse applicazioni. Questi, sono tutti punti nei quali il malware può entrare per insinuarsi nella rete aziendale. 
Il cybercrimine viola numerosi endpoint e ricorre a strumenti di social networking per raggiungere enormi quantità di obiettivi, spesso veicolando le minacce attraverso i dispositivi mobili più diffusi come ad esempio quelli Android e iOS. 

Il white paper di Osterman Research evidenzia: 
 Android è il sistema operativo che ha registrato l'aumento maggiore di utilizzo presso le PMI; il numero di sistemi Google Android usati nelle PMI è infatti aumentato del 7,1% rispetto al 2011. Il numero di Apple iPhone usati nelle PMI ha registrato un incremento del 3,1%, mentre l'utilizzo di Apple iPad è aumentato dell'1,9% dal 2011. 
• Nell'arco di un mese campione si sono registrate infezioni sul 4,3% di endpoint, dato che riporta a un tasso di infezione annuo del 52,1%. 
• Negli ultimi anni è cresciuto il numero di imprese che hanno subito violazioni tramite web e posta elettronica. Tra il 2007 e il 2012 le violazioni web sono aumentate del 35%, mentre quelle email del 12%, a indicare che questo tipo di intrusioni - malware, phishing e attacchi similari - sta crescendo sensibilmente nel tempo. 

La considerevole presenza di dispositivi endpoint nelle PMI, richiede una protezione appropriata per tutelare le aziende da malware, phishing e attacchi similari. Gli episodi di violazione dei dati comportano costi talmente elevati da mettere a serio rischio la presenza di un'impresa sul mercato, a causa delle perdite finanziarie dirette e delle ingenti spese legate alla sottrazione diretta o indiretta delle informazioni. Solo nello scorso anno sono stati sottratti più di un miliardo di dollari da conti bancari. 
Oltre alle conseguenze prodotte da perdite di dati, perdite finanziarie o intercettazioni di contenuti sensibili, pesa anche il tempo e il denaro che gli IT Security Provider devono investire nella risoluzione delle violazioni. Lo studio di Osterman Research ha infatti rivelato che mediamente sono necessari 72 minuti per sistemare un unico endpoint, tempo che non verrebbe sprecato nel caso di una protezione adeguata. 

Il white paper di Osterman Research evidenzia anche: 
• Gli interventi IT sono particolarmente onerosi; la ricerca ha infatti messo in luce che ogni addetto IT gestisce solamente 33 endpoint, per un costo del lavoro complessivo pari a 2.400 dollari a endpoint, equivalente a 79.200 dollari l'anno. 
• Il 5,2% del tempo lavorativo settimanale del personale IT, viene dedicato ad attività di gestione della sicurezza email. 

Inoltre, vi è una maggiore probabilità di infezioni da malware quando i pattern file o le signatures vengono aggiornate poche volte al giorno. Maggiore è anche la possibilità di contagio nell'arco del gap temporale di sicurezza, che intercorre tra il momento in cui il malware viene veicolato e il momento in cui il sistema di protezione viene attivato sui diversi endpoint.
Per ovviare a questo problema è auspicabile che le PMI eseguano gli aggiornamenti con maggiore frequenza, possibilmente nel tempo più reale possibile. Le soluzioni che gestiscono le operazioni di threat intelligence e gli aggiornamenti dei pattern file/signatures nel cloud, ottimizzano l'uso delle risorse degli endpoint e permettono ai prodotti per la sicurezza di rilevare ed eliminare più velocemente ogni nuova minaccia - con vantaggi notevoli in termini di costi, di riduzione dei casi di contagio, di minori requisiti di risorse IT e di riduzione del tempo impiegato a sistemare i dispositivi e a gestire la sicurezza di web e email.
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