Huawei, il valore crescente del business enterprise

Huawei, il valore crescente del business enterprise

Alla luce delle ultime novità tecnologiche presentate al Cebit, il mangement italiano illustra il business della divisione enterprise, che cresce a ritmi sostenuti ed è destinato ad assumere un ruolo di primo piano nell'assecondare le necessità di...

di: Barbara Torresani del 01/04/2014 08:30

Mobility & Byod
 
Il business Enterprise in casa Huwaei assume una valenza sempre più strategica. Pur essendo infatti la divisione creata più di recente nel 2010, è quella che a medio lungo termine rappresenta la più importante opportunità di crescita una volta consolidata la posizione negli altri due mercati di riferimento quali quello storico delle reti carrier e quello consumer. Basti dire che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa prossima al 70% l’anno (in Italia del 100%). Nel 2012 ha ottenuto un fatturato pari a 2,5  miliardi di dollari su un risultato complessivo di oltre 39 miliardi, in un mercato potenziale del valore di circa 200-300 miliardi di dollari, dominato da attori del calibro di Cisco, dove – come spiega in un recente incontro Roberto Loiola, Vice Presidente Huawei Western Europe: “Huawei vuole proporsi come alternativa forte, credibile e innovativa. E’ una situazione possibile, che gli stessi clienti chiedono”. huawei-roberto-loiola-vp-western-europe-huawei.jpg

Roberto Loiola, Vice Presidente Huawei Western Europe

Se oggi il peso della divisione è pari al 5% (carrier networks 73%, consumer 22%) in un disegno complessivo di crescita a doppia cifra dell'azienda per il 2017 l'Enterprise punta a un incremento e a un miglior bilanciamento rispetto alla parte carrier networksper arrivre a un'incidenza almeno del 15% sull’intero fatturato del Gruppo.
Ed è proprio nella recente vetrina del Cebit, manifestazione tedesca dell’ICT, punto di riferimento per tutta l’industry, che il gruppo cinese ha lanciato alcune  importanti soluzioni del porfolio.Al pari di alcuni player blasonati Huawei ha mostrato la sua forza innovativa, lanciando alcune soluzioni  che rispondono alle esigenze delle aziende di tenere il passo di alcune rivoluzioni tecnologiche. Il rifermento va al  mondo del cloud, della mobility, alla capacità di gestire l’enorme mole di traffico cher caratterizza i data center,” sottolinea Loiola.
E’ Sergio Gianotti, Sales and Marketing Director Enterprise Business Group Huawei Italia, a entrare nel dettaglio delle novità: “Pur vantando una lunga storia nell’Ict Huawei solo di recente ha deciso di fare un passo decisivo nel suo portfolio enterprise rivolgendosi in specifico ad aziende e Pubblica Amministrazione, con un momento di accelerazione proprio nel ultimo biennio attraverso investimenti cospicui, con l’obiettivo  di raggiungere il 15% di peso sul fatturato nel 2017, che sarà sostenuto da una serie di sviluppi tecnologici molto importanti. Proprio il 2014 sarà un anno fondamentale; già al Cebit sono stati presentati alcuni prodotti e altri arriveranno nel corso dell’estate e in autunno. Un cambio radicale per il mondo enterprise da un punto di vista architetturale.”
Come illustra Gianotti oggi il porfoglio della divisione poggia su tre pilastri principali: infrastruttura data center e cloud computing; infrastruttura di trasporto – tecnologie di comunicazione da trasporto in fibra ottica fino alle più evolute tecnologie IP di nuova generazione; Unified communication&collaboration. Tre filoni che si fondono in tre aree di sviluppo principali e aderiscono ai trend di sviluppo dell’enterprise: le tecnologie data center per abilitare l’utilizzo in mobilità sempre più spinta all’interno dell’enteprise. l’evoluzione delle reti Ip con l’introduzione del concetto Sdn  “una svolta epocale per abilitare un utilizzo intelligente del trasporto attraverso la rete”; Enterprise mobility – Byod, in cui l’enterprise esce dai confini tradizionali per essere presente in qualsiasi momento e contesto geografico e operativo dell’azienda.  

In vetrina al Cebit
Sono cinque le principali novità svelate al Cebit: la nuova piattaforma di switching di fascia alta S12700 Agile Switches per il mondo campus switching; i sistemi di cloud engine 12800, motori per il mondo data center virtualizzato e cloud; lo storage OceanStor 18800; il rafforzamento dell’alleanza strategica con Sap; la soluzione enterprise Lte, una rete Lte di dimensione enterprise utilizzata per far evolvere i servizi in mobilità. Vediamole nel dettaglio.
Agile Switches S12700 è una soluzione di nuova generazione, elemento di punta di una famiglia di agile switch, “terza generazione di switch per quanto riguarda Huawei, ma il primo della cosiddetta quinta generazione di switching IP nell’ambito delle piattaforme enterprise che al suo interno introduce non solo un’evoluzione dal punto di vista delle performance ma anche una serie di funzionalità e di servizi fondamentali per il futuro delle reti IP all’interno delle imprese”, afferma Gianotti. Tra le funzionalità tecnologiche innovative introdotte da citare l’utilizzo degli eternet network processor chip all’interno delle schede, così come il fatto di rappresentare una soluzione che già oggi implementa al suo interno funzionalità di sviluppo di una rete Sdn. Significa sono disponibili le Api per programmare in modalità Sdn le applicazioni direttamente sulla rete di trasporto e quindi abilitare l’utilizzo di applicazioni mission critical (multimediali, video, dati,...) in una logica integrata, con servizi di trasporto e comunicazione ma anche con funzionalità di gestione per garantire il controllo end-to-end dei servizi all’interno di una rete enterprise. “E’ una soluzione di punta di una famiglia che vedrà una serie di rilasci nel 2014. E rappresenta anche la porta di ingresso all’evoluzione del mondo cloud data center, area su cui stiamo spingendo maggiormente anche sul mercato italiano”.
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Sergio Gianotti, Sales and Marketing Director Enterprise Business Group Huawei Italia
Un’architettura quella di cloud data center Huawei, inserita in una visione end-to-end, composta da alcuni elementi costitutivi fondamentali: FusionCube, il datacenter in the box, soluzione di data center integrato con un’unica piattaforma di gestione e un unico approccio di sviluppo dallo small business a soluzioni enterprise che integra in modo nativo funzionalità di processamento, storage, networking.  FusionSphere, la piattaforma che integra funzionalità di virtualizzazione di un’infrastruttura ma anche di funzionalità a livello superiore per dialogare con le applicazioni o con contesti infrastrutturali preesistenti anche di terze parti; visione che si completa con la componente di virtualizzazione del desktop FusionAccess, per la virtualizzazone delle risorse utente sia in una logica fissa ma anche mobile. “Un’infrastruttura che partendo da un microdatacenter integrato per esigenze semplificate può essere scalata in una logica di grande data center cloud misto, ibrido sia pubblico che privato, distribuito in cui le risorse non sono virtualizzate soltanto nel singolo data center ma possono essere virtualizzate in un logica geografica e trasparente a chi ne fa la gestione e all’utente finale. Infrastrutture declinabili non solo in soluzioni tradizionali ma anche in evoluzioni dell’infrastruttura di data center come, per esempio, la possibilità di realizzare  un container-based data center”.
E proprio nell’area data center al Cebit è stato annunciato CloudEngine 12800, core switch di data center che introduce una serie di funzionalità native nell’ambito della virtualizzazione delle risorse di rete, di processamento e di storage; è una tecnologia evoluta top di gamma in termini di performance computazionali che può arrivare fino a 64 terabit/s su ogni singolo rack.
Nell’ambito storage invece si colloca il nuovo sistema Oceanstor 18800, piattaforma storage che raggiunge capacità di immagazzinamento e performance ai vertici di mercato. E’ componente dell’estesa famiglia Oceanstor 18000, che va da modelli entry level fino a sistemi con capacità di immagazzinamento in flash, sistemi questi ultimi utilizzati in ambienti come quello della ricerca per supportare grandissime capacità e velocità di produzione dei dati di altissima velocità di immagazzinamento (il Cern di Ginevra è un cliente Huawei).
E nella cornice del Cebit è stata anche rafforzata l’alleanza strategica con Sap, con cui è stato avviato un percorso di collaborazione e sviluppo poco più di un anno fa sul mondo Erp. “I clienti che utilizzano Sap Hana, la piattaforma di in memory computing di Sap hanno performance e disponibilità di informazioni in tempo reale ma devono disporre necessariamente anche di capacità elaborative molto più alte. Per fare questo Huawei ha creato delle vere e proprie appliance che realizzano performance di accelerazione di processamento dell’ordine del 30-40% superiori ad altri soluzioni server a costi più contenuti.” La soluzione Huawei FusionCube per Sap Hana presentata al Cebit permette di migliorare la memoria interna della piattaforma tecnologica. Huawei prevede inoltre di sviluppare nuovi progetti di collaborazione con Sap nel campo delle Smart City e nello sviluppo di dispositivi Byod.
Ultimo ma altrettanto importante l’annuncio della soluzione eLte Brodband Trunking 3.1, elemento di innovazione che sarà di grande attenzione nel futuro prossimo in contesti di evoluzione di smart cities e di grandi aree metropolitane dove diventa sempre più importante garantire alle forze sul territorio sistemi di comunicazione e connettività molto più spinti rispetto a quelli esistenti. “Si tratta di un’evoluzione nell’ambito delle reti di 4a generazione, soluzione di rete Lte ritagliata per il mondo enteprise. Fino a oggi, infatti, lo standard Lte è nato per realizzare reti a larga banda in ambito mobile con un sizing ritagliato per contesti di operatori mobili. Huawei ha creato una soluzione ritagliata per le aziende per garantire un costo di investimento accettabile anche in un contesto privato come quello di una PA che gestisce una città o di un’azienda che deve gestire un aeroporto, un porto, un contesto in cui l’informazione in mobilità diventa fondamentaale per abilitare la forza lavoro a essere più efficiente nella sua operatività", dichiara Gianotti. 

Referenze italiane e modello di vendita
Ed è un business che prende forma e si sostanzia sempre più quello della divisione Enterprise anche nel Belpaese. Sono numerose le referenze sviluppate nell’arco degli ultimi 18- 24 mesi in Italia. Tra queste: Unicomm (GDO), primo esempio in Italia di applicazioni Sap Hana; Pirelli, come esempio di primo data center integrato (di networking, sicurezza, server e storage), chiavi in mano; MPS, a cui è stata fornita tutta l’infrastruttura data center per la nuova banca online; Telecom per la fornitura di apparati per il data center; Vodafone per il contact center, Wind - apparati server e storage per il data center; Consortium Garr per l’infrastruttura di trasporto; Poste Italiane - è in fase di deployement l’introduzione di tecnologie di accesso nei 15 mila uffici postali e lo stesso vale nei 3.000 sportelli bancari di Monte dei Paschi di Siena; Ministero della Giustizia per ciò che concerne lo storage e Banca d’Italia per le tecnologie di videocomunicazione, per citarne alcuni.
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Alessandro Cozzi, Head of Indirect Sales e Deputy Enterprise Business Group Director Huawei Italia
Da citare anche oltrefrontiera la referenza del Borussia Dortmund, un progetto di wireless smart stadium: “Esempio concreto di come Huawei declina il concetto di enterprise mobility in termini di fruizione di servizi enterprise in mobilità. Attraverso la copertura wi-fi, infatti, Huawei fornisce ai tifosi che presenziano alle partite una migliore user experience e al contempo si creano modelli di business nuovi per coloro che intendono sviluppare queste tecnologie, quali i partner”, afferma Alessandro Cozzi, Head of Indirect Sales e Deputy Enterprise Business Group Director Huawei Italia.
Partner che nel disegno societario rapprentano il modello di go to market d’elezione scelto dall’azienda cinese per andare sul mercato per i quali si aprono nuovi orizzonti. Infatti, stante la natura sempre più innovativa delle soluzioni societarie, ai partner si richiede una accresciuta capacità di competenza e specializzazione. “Sarà sempre maggiore la necessità di interlocuire con terze parti capaci di  sviluppare e programmare sempre meglio le reti di nuova generazione. Pensiamo al mondo degli application e cloud provider che si affiancheranno ai partner più tradizionali”, conclude Cozzi.
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