Citrix, i Cio e la mobilità aziendale

Citrix, i Cio e la mobilità aziendale

Divulgati i risultati di una ricerca di The European House-Ambrosetti sull’enterprise mobility management in Italia dal punto di vista dei Cio. Molte aziende stanno iniziando solo oggi a valutare l’uso dei dispositivi mobile per il business.

di: Ernesto Sagramoso del 19/03/2014 10:02

Mobility & Byod
 
Nel corso del recente evento milanese Citrix Mobility dedicato alle tematiche legate al mobile enteprise, dall’accesso ai dati con dispositivi come tablet e smartphone alla gestione delle App, Citrix ha reso noti i risultati dello “Studio dell’Enterprise Mobility Management in Italia”, commissionato a The European House - Ambrosetti. 
La ricerca, realizzata tra luglio e dicembre 2013 sotto la guida di Massimiliano Grassi, Marketing Manager di Citrix Italia e Giorgio Tonelli, Director, President The European House - Ambrosetti, ha coinvolto i Cio di importanti realtà italiane pubbliche e private come Generali, Mps, Enel, Eni, Ferrovie dello Stato, FIAT, Ministero della Giustizia, Nestlé, Poste, Telecom Italia e Sea.
I presupposti sono stati la crescente diffusione dei nuovi dispositivi anche presso gli ambienti business, dove si inizia a considerare la mobilità come un’opportunità per ridisegnare i flussi di lavoro.
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Massimiliano Grassi, Marketing Manager di Citrix Italia
I risultati non sono i molto incoraggianti, specialmente se paragonati a quanto accade non solo a livello mondiale ma anche nelle Pmi nazionali. I dati hanno evidenziato che, nonostante in Italia il 62% della popolazione over 16 possegga uno smartphone (fonte Nielsen, ottobre 2013), le aziende intervistate forniscono Pda o tablet solo al 10% dei propri dipendenti. Questo significa che per la prima volta il mondo business è più arretrato rispetto a quello domestico per quanto riguarda le nuove tecnologie. In molte realtà poi, la dotazione di un tablet o uno smartphone è ancora percepita come uno status simbol piuttosto che come uno strumento indispensabile di lavoro.Il divario aumenta significativamente quando si considerano i programmi utilizzati nei due ambiti. Al lavoro infatti si usano i dispositivi mobile quasi esclusivamente per leggere la posta elettronica, causa anche la penuria di applicazioni rispetto alle migliaia di App consumer scaricabili presso i più conosciuti store. Un aspetto importanti da considerare riguarda poi la sicurezza, specialmente per quei device personali che vengono sfruttati anche in ambiente di lavoro. La percezione infatti è che questi siano meno sicuri rispetto a quelli aziendali e quindi inutilizzabili per la gestione di informazioni importanti.Un altro problema che è emerso riguarda la responsabilità della gestione di smartphone e tablet. Non sembra infatti esistere ancora una “via” universalmente riconosciuta, poiché l’onere viene attribuito non solo al reparto Edp ma anche alle risorse umane oppure viene legato ai contratti con le compagnie telefoniche.
Le interviste hanno comunque confermato che il mobile Internet è un tema che sarà presto affrontato da tutti i Cio. Per alcuni di essi si tratta di una problematica recente, derivante dalla necessità di abbandonare il classico BlackBerry in favore di soluzioni più avanzate, per altri l’argomento è già stato affrontato ma si pensa di approfondirlo vista la necessità di coinvolgere un numero sempre maggiore di processi aziendali.
La sfida per i Cio è quindi duplice: da un lato implementare sistemi per la gestione della mobilità efficaci ed efficienti e dall’altro riformulare alcuni concetti lavorativi tradizionali rispetto al modus operandi consentito dai device mobile.
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