L’Europa ancora refrattaria al Byod

L’Europa ancora refrattaria al Byod

Uno studio di Forrester punta il dito sull'assenza di politiche specifiche in molte aziende del Vecchio Continente. Questo si traduce in costi e perdita di controllo.

di: Redazione Impresa City del 08/01/2014 07:20

Mobility & Byod
 
È inferiore al 15% la percentuale di aziende europee che ha attivato una politica specifica in materia di Byod. A rilevarlo è uno studio recentemente pubblicato da Forrester, nel quale si evidenzia anche come solo il 9% abbia incluso i tablet fra i terminali gestiti in modo integrato.
Di fatto, permane, secondo gli analisti, un forte scollamento fra chi amministra sistemi e tecnologie e chi, invece, le utilizza per il proprio lavoro quotidiano. Lo dimostra il fatto che solo il 46% dei dipendenti o collaboratori si ritiene soddisfatto degli strumenti digitali messi loro a disposizione dalle imprese. Ed è dai datori di lavoro che questi soggetti si aspettano di essere supportati nell’evoluzione verso la mobilità, tant’è che solo il 6% fra loro è disposto ad acquistare in proprio il dispositivo e il 18% potrebbe contribuire. Le percentuali sono ancora più basse (rispettivamente 4 e 15%) se parliamo di tablet.
Nelle società più avanzate, a dominare è l’approccio di tipo Cyod (Choose your own device), nel quale viene fissato un budget e una lista di terminali “graditi” fra i quali i collaboratori possono scegliere quello da utilizzare per il lavoro. Una certa diffusione è registrata anche per la logica del “cavallo da corsa”, che consiste nel determinare per ogni tipologia d’impiego il terminale più adatto e acquistare dispositivi e applicazioni dedicati.
Secondo Forrester, lo stato delle cose rilevato in Europa si deve essenzialmente a tre fattori: la sfavorevole fiscalità per il Byod, la complessità normativa e il costo delle trasmissioni mobili dei dati.
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