CA Technologies, l’enterprise mobility passa dalle applicazioni. Serve un approccio olistico

CA Technologies, l’enterprise mobility passa dalle applicazioni. Serve un approccio olistico

L’adozione di una strategia di Enteprise Mobility nelle aziende italiane accresce il grado di soddisfazione dei clienti. In quest’ottica di fondamentale importanza oltre alla gestione del device mobile gli aspetti relativi alle nuove tipologie di...

di: Barbara Torresani del 29/11/2013 10:24

Mobility & Byod
 
La mobilità è un trend dirompente, pervasivo e diffuso a livello mondiale. Basta qualche numero per capirne la portata: nel 2013 la vendita di smartphone ha superato quella dei cellulari standard, entro il 2016 un miliardo di consumatori avrà uno smartphone o un tablet, le vendite attraverso mobile aumenteranno fino a 31 miliardi di dollari e il download di applicazioni arriverà a 305 milioni; entro il 2017 solo in Europa il mobile commerce raggiungerà i 19.2 miliardi mentre nel 2020 i dispositivi connessi saranno 50 miliardi.
caluca-rossetti.jpgUn fenomeno esplosivo che inevitabilmente impatta sulle aziende, che, per stare al passo dell’evoluzione tecnologia che influenza e trasforma il modo di vivere delle persone nel triplice ruolo di consumatori, dipendenti e cittadini, devono necessariamente mettere a punto una strategia di Enterprise Mobility. Strategia che porta benefici sia per i clienti che per il business aziendale e che se implementata al meglio consente di migliorare la produttività dei dipendenti (27% - dato italiano), accrescere la fidelizzazione del personale (25%) e incrementare il numero dei clienti (23%) come risulta da una ricerca CA Technologies condotta nella seconda metà del 2013 da Vanson Bourne su un campione di 1.300 responsabili IT (executive, manager, project lead o enterprise architect) in 21 Paesi, 650 appartenenti all’Emea – Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Paesi Scandinavi, Israele, Svizzera e Italia (75 aziende più della metà fra 3 mila e 10 mila dipendenti), di cui circa la metà con un fatturato compreso tra i 500 milioni e 1 miliardo di dollari, in molteplici settori mercelogici pubblici e privati.
Dallo studio, intitolato TechInsights Report: Enterprise Mobility – It’s Alla about the Apps, in particolare, emerge che nel Belpaese le aziende con una strategia di Enterprise Mobility registrano un incremento del 30% nella customer satisfaction dei clienti.
“L’Enterprise Mobility è uno dei tre trend diromponenti riconosciuti da CA Technologies accanto al cloud computing e a DevOps. Nell’ottica societaria contempla gli aspetti di gestione del device come asset fisico, gestione e sviluppo delle applicazioni, gestione e messa in sicurezza dei contenuti che transitano dall’azienda ai dispositivi mobili”, afferma Luca Rossetti, Sr Business Technology Architect di CA Technologies, nel dettagliare lo studio.

Enterprise mobility: una realtà
L’istantanea scattata dalla ricerca mostra che oggi l’Enterprise Mobility è a tutti gli effetti una realtà. Il 45% delle aziende italiane ha adottato una strategia di EM o conta di farlo entro un anno. Ma un’azienda su tre ritiene di dover fare di più in quest’ambito. “C’è la consapevolezza di dover fare di più in termini di EM. Le aziende italiane però stanno ancora discuttendo su come canalizzare in unico programma questo tipo di iniziative”, dice Rossetti. Ed è una strategia che deve andare oltre la gestione del dispositivo e il Byod; è una questione che riguarda soprattutto le applicazioni. Lo studio, infatti, rivela che il 75% degli intervistati indica come priorità numero uno lo sviluppo di applicazioni mobili per i clienti e dipendenti, contro il 25% a favore dei progetti Byod interni e della gestione del device dei dipendenti.
A guidare l’investimento in EM un bilanciamento tra la volontà di sviluppare e gestire applicazioni mobili per  fruire al meglio di servizi interni ed esterni (33%) ma anche la necessità di formalizzare le modalità di accesso all’infrastruttura interna attraverso i dispostivi mobili (40%) e il desiderio di aumentare la sicurezza del dispositivo mobile ai dati e alle applicazioni critiche (29%).
Una cosa è certa: le aziende italiane vogliono investire in modo significativo sull’ EM. La percentuale media di spesa IT, infatti, destinata a questi progetti crescerà del 50% nel giro di un triennio (dal 10% al 15%), mentre la spesa proveniente da budget non IT (per esempio il marketing) aumenterà del 33%.
Tra i principali benefici riscontrati e attesi vi sono il miglioramento della produttività dei dipendenti, il miglioramento dell’efficientamento dei processi interni e l’aumento dei clienti che utilizzano i software/servizi aziendali.
Ma cosa frena queste iniziative? Quali le principali sfide che le aziende devono affrontare? Senza ombra di dubbio la sicurezza e la privacy si confermano l’ostacolo principale per la riuscita di iniziative di EM, in linea con il dato europeo. Si riscontra inoltre una mancanza  di budget per sostenere  tali iniziative, ma anche carenza di skill interni e supporto da tutti i dipartimenti coinvolti. Nello specifico in Italia il 49% degli intervistati incontra grosse difficoltà a implementare progetti di mobility a causa di ristrettezze nel budget mentre il 39% del campione è preoccupato dalle eventuali ricadute su security e privacy.
Secondo gli intervistati per facilitare l’adozione di una strategia di EM  è  necessario disegnare policy e strategie di sicurezza, supportare molteplici piattaforme ed allineare i budget su iniziative congiunte. 

I cinque passi per l’Enterprise Mobility suggeriti da CA Technologies
Nuove sfide ma anche opportunità per i Cio moderni chiamati a far fronte ai nuovi paradigmi tecnologici che entrano nelle aziende e ne modificano i profili.  Ed ecco allora che CA Technologies ha messo a punto un piano di azione, composto da cinque passi principali per l’adozione di un percorso di Enterprise Mobility olistico, che sia end-to-end: strategia, expertise, collaborazione, sicurezza e organizzazione.
“In primo luogo occorre definire una strategia di mobility aziendale che va dallo sviluppo alla gestione dei processi, non un approccio per silos. Occorre poi identificare i componenti del team dai principali domini IT per cogliere a loro gli input necessari a definire strumenti, tecnologie e risorse. Il terzo passo indica di favorire la collaborazione tra team differenti e di trovare sinergie di budget adottando metodologie DevOps per abbattere i muri culturali. In termini di sicurezza il consiglio dato da CA è quello di focalizzarsi non solo sulle applicazioni mobili e i dispositivi ma anche sui dati che risiedono in essi. Occorre rendere disponibili building block riutilizzabili. Per finire, l’aspetto organizzativo: bisogna formare e reclutare personale esperto nello sviluppo di tecnologia mobile per accelerare gli sforzi interni”, conclude Rossetti.
Un percorso a tappe a cui CA Technologies fa corrispondere altrettante tecnologie che coprono i tre aspetti di una strategia olistica di EM: device (device management), applicazioni (sviluppo e distribuzione di applicazioni, gestione delle applicazioni, supporto operazionale) e contenuti (gestione delle email e dei contenuti).

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