I dipendenti faticano a comprendere il Byod

I dipendenti faticano a comprendere il Byod

Uno studio realizzato da OnePoll e che ha coinvolto anche l’Italia fa risaltare le difficoltà di delimitazione fra personale e professionale.

di: Redazione Impresa City del 04/11/2013 16:45

Mobility & Byod
 
Quando si affronta il tema del Bring Your Own Device (Byod), si pensa che possa trattarsi di una rivoluzione dal basso, guidata soprattutto dagli utenti finali. In qualche caso è vero, ma non è così in generale.
A dimostrarlo arriva uno studio realizzato da OnePoll su un campione di 1.500 persone appartenenti a cinque grandi paesi europei, fra i quali anche l’Italia. Il 62% ha dichiarato di avere ancora una certa confusione fra le periferiche da utilizzare a scopo personale e quelle dedicate all’uso professionale. Nel 28% dei casi, gli utenti non sanno differenziare per nulla le tecnologie in base agli ambiti di impiego.
Questi dati vanno incrociati con quelli che testimoniano come il 50% dei dipendenti aziendali faccia uso del proprio smartphone per motivi professionali e lo stesso accada nel 45% con il proprio pc e nel 21% con il tablet. In pratica, questo significa che nella maggior parte delle aziende la commistione è consentita o avviene a prescindere da regole che possono esistere o meno e che non c’è un vero controllo né tantomeno una politica specifica per gestire la situazione. Solo nel 30% dei casi, non vengono utilizzati dispositivi personali sul luogo di lavoro, ma questo può corrispondere a regole restrittive o a tipologie di lavoro molto stanziali.
Dalle risultanze dello studio, sembra dunque emergere una certa domanda di Byod, ma con ampie aree di incertezza e qualche dubbio sostanziale. Il 44% del campione, per esempio, ha dichiarato di trovare stressante l’impatto dell’interconnessione fra il mondo privato e quello professionale, preferendo la netta separazione. Nel gruppo rientra probabilmente il 15% che rileva come il Byod ingerisca direttamente sul tempo libero. Fra l’altro, questo dato viene più spesso evidenziato dai dipendenti più giovani (fascia 18-24 anni), i quali esprimono complessivamente maggiore stress verso il Byod.
Il lavoro domestico, infine, viene spesso reso difficoltoso dallo scarto tecnologico che esiste fra la reti domestiche e quelle presenti in azienda, cosa che ostacola l’accesso e l’utilizzo delle risorse aziendali.
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