Il nuovo ciclo mobile che stravolge i mercati

Il nuovo ciclo mobile che stravolge i mercati

I 520 miliardi di dollari in M&A dell'ultimo quarter evidenziano una nuova strategia per contrastare al meglio la discontinuità tecnologica

di: Piero Macrì del 04/09/2013 12:09

Mobility & Byod
 
In questi mesi, in questi giorni, si va affermando una tendenza che evidenzia quanto il mercato della tecnologia sia a un punto di svolta cruciale. Un fenomeno che riguarda sia il mondo telco che quello dell’IT. Si è definitivamente imposto il paradigma del mobile computing e della mobile communication. Coloro che negli ultimi anni hanno impostato la propria strategia e il proprio modello di business sulla capacità di questo settore di guadagnare consenso e di generare un ritorno economico, vedi Apple, Samsung, Google, si ritrovano ad avere un vantaggio competitivo nei confronti delle legacy company del mondo IT e della telefonia, vedi tutto l’ecosistema pc hardware che gravita attorno a Microsoft e i vecchi leader della dimensione mobile, come Motorola, Nokia e BlackBerry.
Molte aziende si sono trovate impreparate al cambiamento. In molti casi si è sottovalutata la portata della trasformazione. Come sempre avviene in questi casi, sono pochi i giganti capaci di mettere in discussione sé stessi, definendo un assetto industriale coerente con il cambiamento. Siamo nel bel mezzo di una definitiva trasformazione, tecnologica e di mercato, che sta mettendo in discussione le certezze sinora acquisite.
Il termometro dell’estrema fibrillazione che sta vivendo l'ICT è dato dal valore e dal numero di merge & acquistion registrato nel corso del 2013, culminato nell’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft e nel buyout di Verizon, attraverso il quale il primo operatore mobile USA ha ripreso l’intero controllo del gruppo restituendo a Vodafone il valore della sua partecipazione.
La stampa finanziaria sottolinea come il valore delle transazioni odierne sia il più alto registrato dall’inizio degli anni duemila. Nell’ultimo trimestre in base all’analisi fatta da Bloomberg la cifra è stata di 520 miliardi di dollari. Movimenti che sottlineano come oggi le aziende stiano finalmente uscendo allo scoperto e stiano assumendo decisioni strategiche per contrastare al meglio la discontinuità tecnologica e trarre vantaggio dalla globalizzazione dei mercati.
Insomma, non si può più aspettare. Come già accaduto in passato la durata media di un ciclo tecnologico è di circa ventanni. Nella prima fase le nuove tecnologie si intersecano con le precedenti e danno forma a nuovi scenari; nella seconda ha luogo un processo di consolidamento e il definitivo azzeramento delle aziende legacy più compromesse. Quest’ultima è la fase che stiamo vivendo in questi giorni: il consolidamento del mobile e la sua definitiva espansione che cancellerà i residuati bellici dell’era pregressa del PC e della telefonia.
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