Nuova Microsoft, vecchie idee

Nuova Microsoft, vecchie idee

L’acquisizione di Nokia svela in modo più chiaro cosa l’azienda di Redmond abbia in mente per un futuro meno dipendente dai classici pc.

di: Roberto Bonino del 03/09/2013 18:46

Mobility & Byod
 
Com’è noto, Microsoft ha costruito tutta la propria fortuna sul dominio della componente architetturale del software per pc. Ancora oggi, nonostante un certo declino nelle vendite mondiali di pc, le varie versioni di Windows, più le vecchie delle nuove in verità, dominano lo scenario e rendono proficue royalties. Office e le applicazioni più prossime (per esempio SharePoint) completano il quadro.
Da qualche tempo, tuttavia, è in corso un processo di trasformazione, che gli avvenimenti più recenti, dal prossimo abbandono di Steve Ballmer all’acquisizione della divisione mobile di Nokia, hanno reso un po’ più chiara. Stabilito che dal mondo enterprise (per molto tempo individuato come percorso evolutivo ideale) non potranno che arrivare puntelli (e nulla più) al business primario, ora il nuovo focus si chiama mobilità. Questo è stato considerato il principale tallone d’Achille della gestione Ballmer di Microsoft e, non a caso, l’operazione Nokia è stata annunciata all’indomani dell’ufficializzazione del prossimo passaggio di consegne.
A chi? È chiaro che, a questo punto, il principale favorito diventa Stephen Elop, ex Ceo della casa finlandese e per ora candidato a dirigere la divisione Devices. Elop è stato il manager che ha in parte risollevato Nokia dalle secche nelle quali stava finendo, conosce le dinamiche di entrambe le aziende e quelle del mercato che Microsoft intende aggredire. Però non si può dire che abbia ottenuto successi eclatanti.

Un controllo diretto su terminali e servizi
Chiunque prenda la testa del gruppo di Redmond, sarà chiamato, di fatto, a replicare, mutatis mutandis, ciò che l’azienda ha già realizzato con successo nel mondo pc. Con l’integrazione della componente hardware nella propria offerta, infatti, appare chiaro che l’obiettivo di medio termine è l’acquisizione di un maggior controllo diretto sugli sviluppi del mercato tecnologico in assoluto destinato a generare i maggiori profitti anche negli anni a venire.
Ci sono però alcuni elementi da tenere in attenta considerazione. Quando l’accoppiata Dos-Windows iniziò a diffondersi a macchia d’olio nei pc, il mercato era poco presidiato e fu necessario solo acquisire il supporto di Ibm e poi degli altri costruttori hardware. Nel campo delle comunicazioni mobili di nuova generazione, invece, oggi Apple e Google sono già ben radicate e con spalle ben più solide. Inoltre, il possesso di un brand produttore di terminali avrà pur favorito a suo tempo Apple (anche lì, però, c’era un mercato vergine), ma non appare più di tanto adatto ai tempi attuali. Anzi, i possibili interessati alla fabbricazione di smartphone o tablet sotto Windows 8/Phone potrebbero essere scoraggiati dalla mossa di Microsoft. In primis Samsung, che è oggi l’unico vendor capace di generare numeri di qualche significato per Windows (1 milione di pezzi venduto nel secondo trimestre 2013), oltre a Nokia.
La parola-chiave della nuova strategia è, probabilmente, “servizi”. Come ha spiegato la stessa Microsoft, i terminali sostengono i servizi e viceversa, come succede soprattutto per Google. In questo senso, l’acquisizione appare più giustificata per ottenere un circolo virtuoso nel quale il successo dei telefoni potrà alimentare quello dei tablet e quest’ultimi spingere anche i pc più tradizionali. 

Un buon affare da far fruttare
Non c’è dubbio che, in termini puramente economici, l’acquisizione di Nokia (da 5,4 miliardi di euro) sia stato per Microsoft un buona affare, soprattutto se messo in relazione con gli 8,5 miliardi di dollari spesi dallo stesso vendor per Skype e ai 12 sborsati da Google per Motorola. L’esborso va messo in relazione,m tuttavia, alla situazione dell’azienda finlandese, che resta numero due al mondo soprattutto per le vendite di cellulari tradizionali, ma ha una quota bassa sui fronti più caldi della nuova telefonia e si porta appresso un bilancio tornato in passivo quest’anno, dopo ave momentaneamente rivisto il pallino verde nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Per non parlare della capitalizzazione di Borsa, passata da 105 miliardi di euro del 2007 a 11 miliardi a fine 2012.
Di positivo c’è che i prodotti Lumia sono cresciuti del 32% nell’ultimo quarto e anche Windows Phone sta ottenendo buoni risultati in Europa e altre aree geografiche specifiche.Su questa base, andrà costruita una strategia che dovrà risolvere vari enigmi (ruolo della geolocalizzazione, futuro della telefonia tradizionale, accordi con altri produttori, per citarne alcuni), ma offre anche opportunità di sviluppo che, prima dell’operazione, appariva più complesso cavalcare.
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