La sicurezza in mobilità resta un tema affrontato poco e male

La sicurezza in mobilità resta un tema affrontato poco e male

Una recente studio di Bae Systems Detica indica come l’avanzata del Byod non sia accompagnata dall'adozione di strumenti di protezione adeguati.

di: RB del 24/07/2013 11:00

Mobility & Byod
 
Molti studi e articoli recenti puntano il dito sulla sicurezza come limite principale a una maggior diffusione del Byod nelle aziende. Naturalmente, ci sono anche aspetti economici e giuridici a pesare, ma probabilmente la difficoltà nella definizione di pratiche di protezione già poco standardizzate a livello di sistema informativo nel suo complesso hanno un effetto moltiplicatore sulle paure e le resistenze tipiche di ogni fase di cambiamento.
Un recente studio di Bae Systems Detica ben sintetizza lo stato dell’arte in materia, seppur riferito a un contesto internazionale. Circa un terzo dei dipendenti delle aziende non conosce quasi nulla delle tematiche di sicurezza collegate all’uso dei propri dispositivi mobili in chiave professionale e un altro 22% ha dichiarato di non aver provveduto ad alcun aggiornamento o installazione di software di protezione per un periodo variabile fra i tre e i dodici mesi. Solo il 31% mostra competenza e disciplina in materia e ha quindi aggiornato il software di sicurezza del proprio dispositivi nell’ultimo mese. Peraltro, solo il 18% ha ammesso di aver visto compromessa la sicurezza del proprio tablet o smartphone nell’ultimo semestre.
Dunque, c’è molto da fare sul tema, partendo dall’aumento della consapevolezza per gli utenti individuali, ma anche nella definizione di policy e strategie che non possono che nascere nell’ambito delle strutture It o di management delle aziende. L’indagine di Bae Systems Detica è stata effettuata sui dipendenti, ma è indicativo che il 53% fra loro abbia dichiarato di essere favorevole alla fornitura, da parte dell’impresa di appartenenza, di regole e programmi atti a potenziare la protezione del proprio dispositivo personale usato sul lavoro. Nell’8& dei casi questa prassi è già in essere, mentre un non trascurabile 26% disapproverebbe.
Fra le aziende che hanno iniziato ad accettare il concetto di Byod, il 31% non ha fornito alcuna indicazione, né tantomeno regola, ai propri dipendenti. Tocca a questi ultimi, in pratica, doversi occupare anche della sicurezza, fatto di per sé non negativo, perché è comunque importante proteggere il proprio dispositivo, ma l’uso sul lavoro comporta prassi che non possono essere demandate al singolo, bensì standardizzate come accade per le procedure di evacuazione in caso di problemi negli edifici o cose simili.
Un’ultima curiosità: nel campione analizzato da Bae Systems Etica (frutto della compilazione di questionari online), quasi la metà (45%) non sente l’esigenza di utilizzare sul lavoro il proprio device mobile personale, ma il 27% già ne usa almeno due e c’è addirittura il 3% che se ne porta cinque o più.
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