La mobilità si fa spazio nelle aziende italiane

La mobilità si fa spazio nelle aziende italiane

L’Osservatorio Mobile Device & Business App del Politecnico di Milano rileva come tablet e applicazioni mobili siano già una realtà di business.

di: Sandro Castro del 20/06/2013 11:57

Mobility & Byod
 
Le aziende italiane sembrano aver abbracciato la mobilità come area di investimento finalizzata allo sviluppo di business anche a breve termine. L’Osservatorio Mobile Device & Business App del Politecnico di Milano ha rilevato come per la metà delle medie e grandi imprese (sopra i 250 dipendenti) la mobilità rappresenti una priorità media o alta, il 57% abbia introdotto i nuovi tablet per una o più famiglie professionali e il 58% abbia sviluppato un application store interno, per la gestione delle applicazioni e dei device mobili usati dal personale.
I dati sono stati tratti da una ricerca condotta su 200 Cio di aziende medio-grandi, dove la mobilità è già diventata parte integrante delle abitudini lavorative, soprattutto per i grandi manager. Nel 2012, il 64% ha fornito new tablet a executive e c-level e un altro 12% prevede di farlo quest’anno. Sta però salendo la diffusione di questi dispositivi soprattutto per la forza vendita, che già ne fa uso nel 41% dei casi (era il 29% un anno fa). Il tasso di adozione qui proseguirà anche in futuro, dato che un altro 16% ha dichiarato di volerli assegnare al personale commerciale a breve termine. Anche lo sviluppo applicativo segue questa tendenza e le app dedicate alla sales force automation sono gà utilizzate nel 59% delle aziende. Anche l’area della field force automation (supporto ai processi operativi sul campo) è molto seguita e ci sono app sviluppate appositamente nel 41% del campione analizzato. In futuro, invece, sono destinate a crescere anche le app di produttività personale, che permettono di visualizzare report e informazioni o produrre documenti. Nel medio periodo, il 96% delle aziende avrà introdotto almeno un app mobile per il business.
Per la pubblicazione, installazione e aggiornamento delle applicazioni, il 58% delle aziende che ha già introdotto Mobile Business App ha adottato anche una piattaforma di Enterprise Application Store, che consente di controllare gli accessi, gestire il licensing e profilare gli utenti per garantire la sicurezza dei dati delle App e tutelare il rispetto delle policy aziendali.  

Cresce la logica Byod
Anche se con la dovuta cautela, sta crescendo anche la logica Byod nelle aziende italiane più strutturate. La ricerca del Politecnico di Milano conferma come siano le figure di alto management a imporre in cambiamento. Sono le massime figure decisionali ad avere l’autorizzazione a utilizzare il proprio dispositivo mobile personale anche per scopi professionali, al punto che nel 6% dei casi i dirigenti possono scegliere in autonomia il dispositivo di maggior gradimento e nel 34% delle aziende è per loro possibile indicare cosa adottare nell’ambito di una lista di modelli presentata dall’It (modello Choose your own device). Nel complesso, il 45% delle grandi aziende italiane consente l’utilizzo di device mobili personali (era il 20% solo un anno fa), anche se il 63% di loro non ha ancora definito una policy specifica sul tema.  

In ritardo le Pmi
Il Politecnico di Milano ha condotto un’indagine sugli stessi temi anche su un campione di 421 Pmi, con personale al di sotto dei 250 addetti. I risultati ottenuti evidenziano numeri decisamente più bassi nel tasso di adozione sia dei dispositivi mobili che delle business app in azienda. Prevale una prudenza figlia, secondo i ricercatori, di una cultura più carente sulle opportunità connesse alla diffusione della mobilità e di una limitata capacità di comprensione dei benefici che se ne ricavano.
Se c’è un ambito favorevole anche per le Pmi, questo risiede nel numero di start up impegnare sul fronte della mobilità (878 a livello internazionale hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali. Il 10% di esse opera nel campo dello sviluppo di soluzioni di enterprise mobility. Si sta diffondendo rapidamente, inoltre, lo sviluppo di soluzioni a supporto della firma elettronica avanzata sui tablet, soprattutto per l’approvazione di workflow applicativi  e cose simili. La spinta deriva dalla recente pubblicazione in Gassetta Ufficiale del Codice per l’Amministrazione Digitale.
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