I big si sfidano sulla gestione degli smartphone

I big si sfidano sulla gestione degli smartphone

I grandi attori dei servizi It propongono offerte complete per sedurre le imprese in cerca di produttività mobile. Ma gli argomenti non sono sempre tecnici.

di: Roberto Bonino del 11/06/2013 17:46

Mobility & Byod
 
La guerra per il controllo del succulento mercato del Mobile device management (Mdm) e delle problematiche afferenti in azienda (sicurezza, gestione delle applicazioni, implementazioni) comincia a prendere corpo.
Occorre dire che l’utilizzo degli smartphone in azienda sta diventando critico e le direzioni It, per non farsi scavalcare, stanno cercando soluzioni globali, in grado di coprire la problematica nel proprio insieme. Se qualche anno fa, questo era un terreno controllato solo da qualche specialista, come Good Technology, oggi i grandi nomi dei servizi It si stanno buttando come le zanzare sulla luce.
Ibm, Sap o Citrix hanno già presentato offerte complete ed evidentemente su misura per le imprese che cercano la risposta end-to-end ai loro problemi.
Big Blue ha messo a frutto la ricerca interna e le diverse acquisizioni fatte per presentare, nella prima parte di quest’anno, la linea Mobile First, destinata a seguire le imprese nei vari passaggi dell’Mdm, dallo sviluppo e implementazione delle applicazioni al controllo degli accessi in mobilità, passando per il supporto ottimizzato per la gestione dei programmi Byod e la componente analitica, per osservare il comportamento degli utenti in rapporto alle applicazioni sviluppat per l’azienda. Il tutto strettamente integrato.
Esperienza storica differente, ma medesimi obiettivi per Citrix, che ha lanciato un catalogo di prodotti che fanno leva sulla virtualizzazione del desktop e delle applicazioni su smartphone (XenDesktop 7), ma anche sull’Mdm con XenMobile Enterprise, che integra la gestione delle periferiche, applicazioni e dati mobili, una libreria applicativa unificata, le applicazioni di produttività Worx Mobile e un’assistenza diretta “one-touch”. Senza dimenticare lo storage mobile in cloud. Byod e servizi online personali stanno guidando, nella visione del vendor, la crescita di una generazione di utenti professionali che vogliono controllare il modo, il luogo e il tempo dedicato al lavoro. Da qui, un’offerta cloud-based per garantire un certo livello di flessibilità. Sap ha invece rilasciato la gamma Mobile Secure, che comprende più o meno le stesse componenti descritte per le altre due, integrando l’implementazione sicura dei terminali e delle applicazioni, la gestione della sicurezza complessiva e quella dei contenuti.  

Una scelta ancora complicata
La qualità delle soluzioni proposte dai vari attori è ancora difficile da misurare, soprattutto a causa della gioventù del mercato. Gli argomenti tecnici, di fronte a una certa somiglianza delle proposte, non paiono sufficienti e allora ciascun contendente utilizza leve di altro genere. Sap non fa mistero di ritenersi la “Apple” della gestione delle flotte mobili, accusa i concorrenti di copiarla e mette sul tavolo un’aggressività commerciale costruita sul prezzo di un euro al mese per terminale.
Ibm pone in cima alle proprie argomentazioni la flessibilità della propria offerta, definita omogenea ma non monolitica, poiché ogni componente è collegabile indipendentemente dagli altri e viene anche commercializzata separatamente. Questo consente di procedere gradualmente, iniziando, per esempio, dall’Mdm, per poi aggiungere la sicurezza della piattaforma di sviluppo e l’amministrazione delle applicazioni.
Molto dipende anche dal livello di maturità delle imprese utenti sul tema della enterprise mobility. Ci sono realtà da tempo consapevoli che hanno familiarità anche con gli strumenti, mentre altre capiscono il potenziale, ma non ritengono di essere ancora coinvolte direttamente. Infine, il numero forse più elevato ha coscienza della criticità degli sviluppi mobili, ma non ha una strategia dedicata. La battaglia è ancora agli inizi e i citati attori sono in prima linea per combatterla, ma ci potrebbe essere spazio anche per qualche specialista e per gli stessi produttori di terminali (BlackBerry con Bes e Balance, Samsung con Knox e così via). La torta può diventare grande, ma non è detto che soddisfi tutti gli appetiti.
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