Il recupero di Blackberry passa per aziende e apertura

Il recupero di Blackberry passa per aziende e apertura

Con Bb10 e Bes10 era partita una strategia di rilancio, che ora si precisa meglio con nuove mosse e un approccio più “sociale”.

di: Roberto Bonino del 16/05/2013 09:48

Mobility & Byod
 
A Blackberry, comunque andrà, va dato atto di averci provato seriamente. Per un’azienda che non molti anni fa era il punto di riferimento nel campo degli smartphone e oggi ha una quota di mercato sotto il 10%, tentare il recupero può sembrare un’impresa ardua. Eppure, con il lancio del modello Bb10 e della piattaforma Bes (Blackberry Enterprise Service) 10, nello scorso febbraio, il vendor ha fatto capire di non essere intenzionato a sparire o a essere acquisito a buon mercato.
Il rilancio è partito dalla ricerca di nuovo interesse nel mondo delle aziende, con un prodotto e il relativo ambiente software, che cercano di cavalcare l’onda emergente del Byod. La presenza della funzionalità Balance, che consente di distinguere nello stesso dispositivo l’utilizzo personale e quello professionale, è il segno più chiaro della strada intrapresa per tornare almeno fra i primi tre attori del mercato smartphone.

Le novità del Blackberry Live
Nuovi tasselli della rinnovata strategia dell’ex Rim sono arrivati dal recente Blackberry Live di Orlando. Anche grazie al contributo dei terminali Z10 e Q10 (il primo touch e il secondo con tastiera tradizionale), l’azienda ha ritrovato la profittabilità nell’ultimo trimestre. I modelli saranno affiancati dal nuovo Q5, che riprende le caratteristiche del Q10, ma si posiziona su una fascia di prezzo più abbordabile, pur ospitando la più recente versione del sistema operativo, il Blackberry 10.1 e combinando tastiera fisica e schermo tattile da 3,1 pollici.
Un’evoluzione significativa è rappresentata dall’annuncio della prossima disponibilità del servizio di instant messaging sicuro Bbm su iOs e Android. In un primo tempo l’offerta sarà limitata alle discussioni o alla condivisione di foto e memo vocali, ma entro fine anno l’estensione delle funzionalità alle piattaforme dei concorrenti sarà totale, coinvolgendo capacità illimitate di collaborazione, comunicazioni video e voce. Segni di un’apertura e di un approccio più “sociale”, che non si ferma qui.
Blackberry, infatti, ha annunciato anche la versione 3.0 dell’applicazione di instant messaging enterprise per il sistema operativo Blackberry 10. Anche qui si va in direzione dell’apertura, con la possibilità di interfacciamento con Lync 2010 e 2013 di Microsoft, Office Communications Server e Ibm Sametime. L’idea, in sostanza, è che gli utenti di ultima generazione, che comunicano via Bes, non si sentano isolati nell’ennesimo silos tecnologico.
Questa volontà di agganciarsi all’esterno non è nuova per il costruttore, come conferma Diego Ghidini, direttore business sales di Blackberry Italia: “Già Balance ne è un esempio, con la propria capacità di far convivere, in modo però distinto, uso personale e professionale sullo stesso dispositivo. Il software di gestione Bes, poi, permette di amministrare non solo i nostri terminali, ma anche quelli iOs e Android, usando un’unica console”.
Gli sviluppi attorno alla gamma di nuovi smartphone continua anche sul fronte delle applicazioni disponibili, che hanno giù superato la barriera delle 100mila. Allo stesso tempo, il vendor ha rafforzato i legami con i principali carrier di telefonia mobile, per ottenere maggior visibilità soprattutto agli occhi degli utenti aziendali: “Abbiamo rapporti stretti con tutti gli operatori italiani e collaboriamo con loro anche dal punto di vista delle competenze e degli sviluppi tecnologici”, sottolinea Ghidini.
Dove porteranno gli sviluppi fin qui citati per Blackberry? Il recupero di quote di mercato appare impresa complicata, soprattutto per la distanza che esiste oggi dai due leader (iOs e Android) e per un radicamento che richiede lungo tempo per essere ottenuto. Qualcuno ha ipotizzato che la strategia di apertura, apparentemente volta a superare lo storico isolamento, possa essere il preludio a una scissione fra le attività di fabbricazione e quelle legate agli sviluppi software. La ricerca dell’indipendenza dalle piattaforme, dunque, potrebbe anche essere la premessa per una separazione dalla produzione dei dispositivi, alla ricerca di un’identità che, a questo punto, sarebbe davvero tutta nuova.
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