Wind, un miliardo di euro per l'LTE

Wind, un miliardo di euro per l'LTE

Partner del progetto per la realizzazione della rete 4G, la cinese Huawei, per gli apparati di comunicazione, e Sirti, per l’implementazione dell’infrastruttura

di: Piero Macrì del 13/04/2013 15:38

Mobility & Byod
 
Un miliardo di euro in 5 anni. E’ questo il valore dell’investimento deciso da Wind per realizzare su tutto il territorio nazionale la nuova rete d’infrastruttura basata sulla tecnologia di accesso LTE che consentirà di navigare ad una velocità di 100 Mbit/s in download e 50 Mbit/s in upload. Partner del progetto, Huawei, per gli apparati di comunicazione, e Sirti, per l’implementazione dell’infrastruttura.
Wind rinnova la sfida nei confronti di Telecom e Vodafone, operatori che hanno già parzialmente attuato piani di estensione e potenziamento della propria rete sul territorio. Su LTE si gioca la partita per conquistare la nuova dimensione del mercato mobile caratterizzata dall’utilizzo massivo di dispositivi smartphone e tablet. LTE garantirà la sostenibilità di un traffico in crescita costante caratterizzato da una sempre più accentuata convergenza multimediale. Dati, testo, voce, la componente mobile tende a essere la dimensione naturale di riferimento del nuovo utente digitale e il wireless diventa progressivamente la tecnologia primaria di accesso a internet.
La partecipazione di Huawei alla realizzazione dell’infrastruttura 4G di Wind rappresenta un importante riconoscimento della capacità del gigante cinese nel sostenere l’evoluzione delle infrastrutture. Come sostiene Roberto Loiola, vice presidente della società, “Huawei ha oggi la più alta share di mercato per quanto riguarda la dimensione infrastrutturale LTE. Il 50% delle reti globalmente installate, 70 su 140, portano il marchio di fabbrica dell’azienda cinese. Siamo soltanto all’inizio, oggi vi sono 80 milioni di persone che fruiscono di servizi LTE. Nel giro di tre anni il numero è destinato a decuplicare, per poi rapidamente superare il miliardo di utilizzatori”.
Per Maximo Ibarra, amministratore delegato di Wind, realizzare una rete  LTE vuol dire ragionare sulla creazione di un’unica rete convergente fisso-mobile. Da una parte predisporre tutta la riconversione degli apparati per la tecnologia di accesso, dall’altra potenziare il backhauling in fibra per soddisfare una più ampia capacità broadband. Creare, quindi, una nuova geografia digitale in grado di supportare la complessità e pervasività del traffico multimediale canalizzato attraverso accesso LTE.
Wind, Vodafone, Tim stanno approntando le reti mobile di nuova generazione. Alla fine dell’anno buona parte del territorio sarà LTE-ready. Ciascuno operatore interviene per mettere a punto una propria infrastruttura. Eppure, sarebbe bello poter vedere questi interventi in un’ottica di sviluppo unitario cercando di mettere a fattor comune investimenti che appaiono oggi frammentati ed economicamente dispersivi: essere nella condizione di intervenire già in questa fase con un assetto infrastrutturale unitario conseguente lo spin-off della rete Telecom. Un’idea sulla quale esiste un consenso di massima, ma che non si è ancora realizzata
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