Mobile: la guerra ARMata di Intel

Mobile: la guerra ARMata di Intel

I processori ARM-based dominano il mercato tablet-smartphone. Il nuovo scenario obbliga Intel a diversificarte le partnership tecnologiche dell’era PC

di: Piero Macrì del 05/04/2013 12:07

Mobility & Byod
 
La tecnologia è “embedded” nella vita quotidiana di noi tutti.  A volte è persino troppo invasiva. Eppure è una tendenza che continuerà a intensificarsi. In un prossimo futuro il numero di dispositivi intelligenti installati è destinato a moltiplicarsi. Una tendenza che si è già ampiamente evidenziata in tutti questi anni. Dall’inizio degli anni duemila gli “oggetti” in grado di connettersi alla rete grazie a una più ampia disponibilità di connettività worldwide, wireline e wireless. hanno conosciuto una crescita esponenziale.
Di fronte a questo scenario i signori del silicio sono ben consapevoli delle opportunità. L’affermazione della dimensione mobile ha creato i presupposti per la nascita di una nuova concorrenza nei confronti dell’establishment del mondo PC.  A oggi i processori ARM-based dominano il mercato tablet-smartphone con un market share rispettivamente del 95% e del 98%.
Società come Intel sono nel bel mezzo di una transizione che dovrebbe garantire la sostenibilità del silicio a marchio Santa Clara anche in un mondo sempre più drogato dalle componenti mobile. A oggi i ricavi di Intel derivano per il 66% dal mercato del personal computer. Una dipendenza che in qualche modo diventa preoccupante considerato stime e previsioni riguardo alla dinamica di evoluzione del settore.

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La dipendenza della società dal PC è comunque andata diminuendo nel corso degli ultimi dieci anni. Non poteva essere diversamente: il segmento di mercato in cui finora ha prosperato il gigante dei processori ha raggiunto una dimensione conservativa. Il volume di vendite annuo di circa 350 milioni di unità è e rimarrà pressochè costante nei prossimi anni .  
E su questo volume di vendite Intel, alla pari di Microsoft, continua a essere il numero uno. La situazione qui fotografata, relativa al market share dei sistemi operativi, non lascia ombra di dubbi. Il mercato PC è (sarà?) un mercato monopolizzato da Intel e Microsoft. Peccato, però, che sia un mercato che non presenti prospettive di crescita.

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Ma è del tutto fuorviante analizzare il tutto secondo schemi che appartengono al passato. Le opportunità di Intel devono essere analizzate in base a una prospettiva di mercato che configura una molteplicità di nuovi dispositivi personal: sistemi ibridi, dai tablet ai convertibili e a tutta una serie di oggetti oggi difficilmente etichettabili.
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Il problema per Intel sarà attenuare la dipendenza dal segmento tradizionale e occupare nuove posizioni sul muovo mercato, stabilendo alleanze tecnologiche diverse dal passato. Nella nuova economia personal i rapporti di forza tra Microsoft e concorrenza è destinato a cambiare, è già cambiato.
Nel nuovo mercato fotografato da IDC è non si conosce quale peso potrà continuare ad avere Microsoft, sicuramente inferiore a quello che è stato nel passato e non certamente riconducibile a una posizione di monopolio. Per Intel significa guardare a un mercato fatto di alleanze diverse che altererà in modo definitivo le partnership tecnologiche dell’era PC.
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