La mobilità in azienda va al di là del Byod

La mobilità in azienda va al di là del Byod

La crescita dell’uso di tablet e smartphone come terminali professionali e non pone alle imprese il problema della definizione di una strategia chiara.

di: Roberto Bonino del 13/03/2013 17:15

Mobility & Byod
 
Numerosi commenti registrati fra gli attori dell’industria It e gli analisti sul tema dell’evoluzione del luogo di lavoro fanno rifermento all’incredibile ascesa delle soluzioni mobili e ai colossali cambiamenti che ne derivano sui metodi di lavoro. E dato che Gartner ha stimato che nel 2013 saranno acquistati oltre un miliardo di nuovi dispositivi mobili, occorre riconoscere che non si tratta di un fenomeno destinato ad arretrare.
I dirigenti d’azienda hanno iniziato a prendere coscienza del fenomeno, preparandosi all’arrivo massiccio dei nuovi device nell’ambiente di lavoro. Grazie alla loro esperienza personale, oggi i dipendenti o i collaboratori hanno un’idea abbastanza chiara di cosa l’informatica possa offrire loro (o dovrebbe) e le imprese sono chiamate a reagire di conseguenza. Forrester, per esempio, stima che il 37% delle organizzazioni autorizza i dipendenti a utilizzare i propri smartphone all'interno della rete aziendale e il 34% approva la connessione di tablet di proprietà individuale.  

La democrazia sul luogo di lavoro
Tuttavia, mettendo per un attimo da parte cifre e tendenze, occorre capire cosa si muove al di sotto della facciata animata dall’arrivo dell’ultimo tablet alla moda. Si potrebbe così scoprire che il principale motore della diffusione del mobile computing odierno non è necessariamente legata al concetto di Byod (BringYour Own Device) in sé. Il dato di fatto è che la gente, ormai, si è abituata all’idea di poter avere accesso a dati e applicazioni in ogni luogo, tempo e da qualunque tipo di dispositivo.
Questo accesso permanente all’informazione offre la possibilità di prendere le migliori decisioni, migliorare la reattività e il servizio fornito ai clienti. ridurre il time-to-market e agevolare la trasformazione dei processi operativi. Inoltre, poter accedere alle informazioni dove e quando si vuole offre all’utente finale la sensazione di poter sempre scegliere come e quando apportare valore alla propria impresa. Questa visione ben si adatta all’internazionalizzazione sempre più necessaria e che richiede maggiore flessibilità. Se i dipendenti fanno uso di macchine protette e controllate dall’impresa, si sentono forzati a lavorare in modo tradizionale. Offrire loro un senso di maggiore libertà, aumenta la fiducia e il senso di appartenenza.
La necessità di aggiornare i metodi di sicurezza e di gestione dei device, per adattarli agli schemi di utilizzo e alle attese degli utenti, va di pari passo con il citato senso di libertà e fiducia. Si tratta di trovare il giusto equilibrio: sicurezza e controllo sulla gestione senza compromettere la facilità d’uso e le funzionalità dei dispositivi. Sembra tramontare l’epoca nella quale i membri delle strutture It erano percepiti come “dittatori” pronti a tutto per garantire la sicurezza. Le nuove soluzioni orientate all’utente finale devono però fornire anche un alto livello di gestione, potendo definire chi può avere accesso a determinate informazioni e prevenendo la fuga di dati fra device o nel cloud.
Mentre si moltiplica la proposta di soluzioni pronte a gestire la moltitudine di apparecchi, applicazioni, dati e utenti, il focus si sta spostando dalla capacità di gestione dei terminali a quella dell’esperienza-utente su diversi device. Per esempio, una tecnologia di condivisione dei file gestita in ambito enterprise (ma con la logica di Dropbox) permetterebbe agli utenti di accedere ai file di ogni dimensione o livello di confidenzialità da qualunque terminale e di condividerli in sicurezza con le persone appropriate. I responsabili It possono mantenere un controllo costante e applicare le corrette policy di sicurezza, mentre le strutture It possono proporre un catalogo di applicazioni fruibili in modalità Saas (Software-as-a-Service) o attraverso un cloud privato o anche pubblico, consentendo così agli utenti di accedervi quando credono e come vogliono. Una volta di più, l’equilibrio fra esperienza-utente e best practice può così essere mantenuto, con l’accesso alle applicazioni determinato dall’identità dell’utente.  

Prepararsi al futuro
I budget destinati all’It dovrebbero continuare a rimanere uguali nella miglior delle ipotesi o a ridursi, ma le esigenze di compliance e sicurezza diventeranno sempre più strette, ragion per cui la tecnologia dovrà apportare un valore aggiunto a tutta l’azienda in modo trasparente sia in termini economici che di produttività. In questo contesto, il fatto che ciascun utente abbia accesso a dati e applicazioni critiche quando vuole e gli serve rappresenta una forza notevole. Per beneficiare appieno della nuova opportunità, tuttavia, occorre applicare una corretta politica di gestione.
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