Il thin client è software, parola di Igel

Il thin client è software, parola di Igel

Universal Desktop Converter, la soluzione Igel per convertire Pc e laptop in thin client è ora distribuita da Ready Informatica

di: Piemme del 30/11/2016 16:32

Enterprise Management
 
Virtual Desktop Infrastructure. La gestione virtualizzata del desktop, pur avendo conosciuto negli anni un discreto successo, non si è ancora pienamente affermata. Eppure, questa tecnologia può offrire vantaggi di tutto rilievo, soprattutto se associata all’utilizzo di thin o zero client. Quest’ultimo è infatti considerato l’endpoint di riferimento per poter acquisire una piena ottimizzazione della VDI che, in’ultima analisi, corrisponde all’evoluzione del client/server in una logica di centralizzazione virtualizzata delle risorse.

igel-ud5-01.pngObiettivo che si prefigge la VDI è innanzitutto una riduzione dei costi di amministrazione - in termini di aggiornamento del workplace, provisioning delle applicazioni e rilascio di patch - così come una maggiore sicurezza dello stesso. Vantaggi che possono essere più consistenti se, per l’appunto, al PC (fat client per eccellenza) si preferisce il thin/zero client. Quest’ultimo permette di ridurre sensibilmente, mediamente in un ordine del 20%, il consumo energetico dell’installato complessivo. Non solo, il thin client, ovvero un’appliance black box di contenute dimensioni, permette di rallentare l’obsolescenza dell’hardware tradizionale, allungandone il ciclo di vita.

Caratteristiche, tutte quelle sinora descritte, che rendono il thin client una soluzione interessante soprattutto in termini di Total Cost of Ownership. Come mettere a punto un asset di tipo thin/zero in logica virtualizzata? Serve innanzitutto un’infrastruttura VDI - mercato che vede in prima linea vendor come Citrix, Microsoft e Vmware – e un sistema operativo ad hoc per il client. Se l’approccio classico per l’endpoint si è per lo più contraddistinto in termini di offerta hardware, una black box con embedded l’OS di turno, si sono affacciate sul mercato soluzioni nate con l’obiettivo di dare alle organizzazioni IT, così come alle piccole e medie imprese, la possibilità di preservare gli investimenti in endpoint, mettendo a punto una via software al thin client.

igel-simon.jpgPioniere e protagonista di questo nuovo scenario è Igel, azienda tedesca sul mercato dagli inizi degli anni novanta il cui marchio è di recente entrato nel catalogo di Ready Informatica. “Thin client è innanzitutto software, afferma Simon Richards, Managing Director di Igel. Certo, per chi lo desidera rendiamo disponibile l’hardware, ma crediamo che sia il software la chiave di volta del tutto, in quanto ci permette di convertire un qualsiasi oggetto, anche datato (requisito minimo 2 Giga di RAM ) - sia esso desktop, notebook e succedanei basati su processori x86 - in un vero thin client”.

Gli utenti che desiderano uniformare e rendere coerenti endpoint eterogenei, costituiti da thin client, desktop e notebook multi brand, aggiunge Richards, possono convertire con assoluta semplicità il proprio installato al nostro OS. In questo modo si possono acquisire i vantaggi del thin client computing senza dover portare in azienda nuovo hardware. Una decisione che crea i presupposti per una semplificazione ed efficientamento delle risorse, Windows e Linux, in un qualunque ambiente VDI - Citrix, Microsoft o Vmware - esistente”.

“La scelta di un sistema operativo sbagliato sull’endpoint può creare caos, dice Richards. Credo che gli utenti debbano prestare la massima attenzione nel selezionare il vendor in grado di assicurare la migliore sostenibilità dell’intero installato, caratterizzato nella gran parte delle organizzazioni da una forte eterogeneità”.

Per rendere ancor più incisiva e competitiva la propria offerta, Igel ha quindi pensato di rendere fruibile la soluzione non soltanto attraverso l’installazione del software (Universal Desktop Converter) sulle singole macchine, ma attraverso una chiavetta USB che permette di eseguire rapidamente il boot del sistema operativo rendendo così possibile anche l’utilizzo in remoto del singolo dispositivo. Il costo è di 70 euro a licenza e circa 8 euro di aggiornamento annuo.    
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