HPE, ecco Synergy, l'infrastruttura componibile per il futuro

HPE, ecco Synergy, l'infrastruttura componibile per il futuro

Pool di risorse fluide, Software Defined Intelligence e Api unificata i pilastri fondanti. Il primo elemento concreto di The Machine

di: Barbara Torresani del 19/10/2016 11:06

Enterprise Management
 
La nuova era sta partendo e Hewlett Packard Enterprise è pronta per affrontarla.
La disponibilità di HPE Synergy, il nuovo paradigma di infrastruttura componibile proposto dal vendor, è prevista entro fine anno e il mercato si sta preparando ad accoglierlo, a partire dai partner, chiamati ad accompagnare il viaggio di trasformazione delle aziende verso il futuro. “Oggi per HPE è un momento simbolico di una nuova era – esordisce Stefano Venturi, Corporate Vice President e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise Italia, all’evento di lancio nella cornice milanese. Stiamo vivendo una rivoluzione appoggiata sul mondo digitale dopo quelle già vissute del world wide web e del social network e della mobilità che hanno cambiato le nostre vite e i business. Alcune aziende sono sparite altre ne sono nate e i processi si sono fortemente accelerati. Sta quindi partendo una nuova rivoluzione, che permeerà  tutto e trasformerà  il mondo in cui lavoriamo e facciamo il business e la velocità sarà qualcosa immensamente più importante di quello che vediamo oggi”.
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Stefano Venturi, Corporate Vice President e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise Italia
Tre le forze che guidano questo processo
, secondo Venturi, che stanno convergendo: la massa dei dati alla base dell’IoT“Un mondo di sensori che forniscono dati alla rete e tutto il mondo degli Open Data che si sta realizzando: una miniera di dati a disposizione da analizzare”;  il Software di analisi dei Big Data“Sta nascendo l’industria del software di analisi dei dati non strutturati che vengono analizzati in modo veloce in tempo reale per prevedere e anticipare, non un’analisi post mortem”; la risorsa computazionale – il cloud computing – “una risorsa che da scarsa diventa a disposizione di tutti i business grandi o piccoli e gli individui con modalità diverse di fruizione e acquisto”.

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Chi sarà più capace di interpretare questi dati, in qualsiasi industria e settore merceologico e capirà come utilizzarli prima degli altri “avrà i superpoteri rispetto ai concorrenti, agirà a velocità superiori e potrà guadagnare spazi di mercato”, enfatizza Venturi. E poi ci sarà la sfida alla base dell’Economia delle Idee, quell’economia delineata da Meg Withman: “Oggi  i competitor nascono dal nulla e all’improvviso. Dati e potenza computazionale a disposizione di tutti fanno si che le persone con idee brillanti possano mettersi a confronto con le grandi aziende con grandi data center e molte risorse a disposizione. Tutto ciò porterà le aziende a cercare di modernizzare le proprie infrastrutture”. Importante quindi che le infrastrutture siano flessibili e ibride, in grado di utilizzare capacità interne ed esterne con un’IT che diventa più liquida; e il tutto non può essere fatto con metodi tradizionali di computing (costerebbe troppo) ma con nuove tecnologie e nuove architetture. Ed è quello che HPE si appresta a fare e Synergy ne rappresenta “un primo passo avanti in questa direzione, un’infrastruttura rivoluzionaria per il computing che permette ad HPE prima di altri di entrare nella nuova ondata dell’IT ibrido in grado di orchestrare risorse interne ed esterne, con applicazioni che devono essere operative in minuti e secondi e la collaborazione si apre all’ecosistema di partner”. La storia insegna che ogni qualvolta nel mondo tecnologico si assiste a un’ondata accelerativa di innovazione – che non è mai lineare – vince chi è focalizzato non chi cerca di fare tutto: “HPE, dopo la separazione da HP Inc e la cessione del business dei servizi e del software vuole essere un’organizzazione leggera e veloce: nei momenti di cambiamento tra gli animali non vince il più grosso ma quello che meglio si adatta ed è più veloce al cambiamento o chi come noi lo sta anticipando. Siamo pronti a fare questo viaggio di rivoluzione del digitale da intraprendere con i clienti e soprattutto con i partner  di canale e le software house. Chi non si muoverà in tempo verrà messo fuori mercato”.

Ecco Synergy: pool di risorse fluide, Software Defined Intelligence e Unified API
Un lancio mondiale: Londra, poi a Milano, e a seguire Parigi e altre città. Un annuncio significativo con due valenze principali: da una parte un contenuto tecnologico e ingegneristico molto profondo e dall’altra una densità di collaborazioni e partnership strategiche, spiega Fabio Tognon, Country Manager Server Division Hewlett Packard Enterprise Italia, nell’illustrare la novità societaria, un progetto presentato per la prima volta all’edizione 2015 di HPE Discover a Las Vegas e poi alledizione londinese. Due anni fa Martin Fink, Cto di HPE, presentava il progetto ‘The Machine’ con l’obiettivo di rivedere il paradigma dell’IT. L’esplosione di dati che sta arrivando non può essere governata dal paradigma architetturale attuale Cpu centrico – con il motore di elaborazione basato su CPU. The Machine ha alla base l’idea della memoria universale – Universal Memory - e Synergy è il primo rilascio di questo progetto architetturale.
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Fabio Tognon, Country Manager Server Division Hewlett Packard Enterprise Italia
Il concetto della velocità è centrale in Synergy, non un refresh di prodotti ma una nuova classe infrastrutturale merceologica, denominata Composable Infrastructure che si affianca all’offerta esistente di HPE: una storia di leadership ventennale nell’ambito dei server x86. Cinque anni fa sono stati annunciati i sistemi convergenti come risposta alle necessità di semplicità di acquisto per offrire downsize preconfigurato per certi tipo di workload; a questi hanno fatto i sistemi iperconvergenti ingegnerizzati per portare semplicità in un contesto virtualizzato; oggi arriva Synergy che punta alla velocità senza limiti di workload: ambienti fisici, virtuali e conteiner.
Altrettanto centrale il concetto dello spazio, in un mondo in cui le distanze tendono ad annullarsi. Oggi il mondo delle applicazioni tradizionali – gestito con processi di sicurezza e management tradizionali – deve coesistere con quello delle nuove applicazioni che necessita di una velocità quasi istantanea nel fruire di servizi infrastrutturali on demand dove fino a oggi il cloud pubblico ha fatto da padrone: Synergy non si sostituisce al public cloud ma funge da broker intelligente e veloce per dare disponibilità di servizi on premise con l’esperienza del public cloud, consentendo a due mondi di  avvicinarsi: quello delle applicazioni tradizionali e legacy con il mondo delle applicazioni di nuove generazione per essere più veloci e competitivi nel mercato di riferimento”.
hpe-synergy-12000-frame--hp-synergy-480-gen9-compute-modules--hpe-synergy....jpgTre gli ingredienti alla base dell’Infrastruttura componibile
Synergy indicati da Tognon: un pool di risorse fluide aggregabili e disaggregabili in modo molto veloce - capacità computazionale, networking e storage, indipendentemente dal fatto che l’infrastruttura fisica, virtuale o conteiner; un livello di Software Defined intelligence – il software di management infrastrutturale HPE OneView, motore in grado di aggregare e disaggregare queste unità atomiche; Unified API per rendere Synergy un’infrastruttura 100% programmabile al fine di esportare i servizi che si costruiscono: “Un’esperienza quindi di tipo public cloud evitando lo shadow IT perché gli sviluppatori possono chiedere servizi in modo governato su Synergy avendo la sicurezza di avere i dati on premise. Tutto ciò comunque non vincola ad andare anche in public cloud, come dimostrano le alleanze come quella con Microsoft Azure”.
Un’infrastruttura che porta benefici in termini di risparmio sull’overprovisioning con riduzione del 60%, e, come diretta conseguenza, riduzione dei Capex upfront del 17% e ongoing del 30%. Una flessibilità infrastrutturale che si abbina anche a formule di provisioning ‘cloud like’ e pay as you grow e a un’adozione ottimizzata. “Non è un prodotto fino a se stesso, ma una soluzione che permette di aumentare la velocità e la competitività delle organizzazioni che vogliono affrontare un mondo applicativo nuovo in cui i partner giocano come sempre un ruolo fondamentale”.
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Peter Ulrik, Growth Director, Portfolio & Experience HPE Synergy & HPE BladeSystem
Partner tecnologici
con cui HPE sta costruendo via via un ecosistema di alleanze, Microsoft e VMware tra i più strategici a cui si affiancano gli emergenti Chef e Docker. Senza dimenticare Intel, che da sempre percorre un cammino congiunto e sinergico con HPE. “Le Unify Api permettono ad HPE di interagire con molte realtà sul mercato. Quando l’infrastruttura si rende componibile e programmabile con le API gli scenari diventano pressoché infiniti”, afferma Tognon.
Ma anche partner di canale: il business dei server in Italia è principalmente veicolato dal canale (circa  il 70%), partner che rappresentano un asset fondamentale per HPE: Synergy è una grandissima opportunità per noi come vendor ma anche per i partner che vogliono spingersi con i loro clienti verso un mondo più veloce e moderno. Occorre però lavorare sulle competenze non solo infrastrutturali, ma legate alle logiche di provisioning, di organizzazione dei clienti e studio dell’impatto del cloud. Un’opportunità congiunta per tutti.”
“Synergy è ‘Infrastructure as a code’, un game changer straordinario”,
come sostiene Peter Ulrik, Growth Director, Portfolio & Experience HPE Synergy & HPE BladeSystem, che ha lavorato all'ideazione di Synergy, giunto per l’occasione dagli Usa a illustrare nelle sue caratteristiche distintive la nuova creatura di HPE.
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